”I ricercatori che si
basano sulla sperimentazione animale, non sono principalmente interessati ai
progressi in ambito medico, ma semplicemente a redigere più pubblicazioni
possibili anche se sono più che inutili.
Agendo in questo modo riescono spesso a ottenere il titolo di professore, ma la vera celebrità la raggiungeranno al massimo per la loro scarsità di idee e il loro egocentrismo.
Non arriveranno mai ai livelli delle eminenti personalità citate qui di seguito.”
Non dicono che gli esperimenti sugli animali siano inutili (come taluni avranno subito inteso), ma molti si, come dimostrato nell’articolo.
Agendo in questo modo riescono spesso a ottenere il titolo di professore, ma la vera celebrità la raggiungeranno al massimo per la loro scarsità di idee e il loro egocentrismo.
Non arriveranno mai ai livelli delle eminenti personalità citate qui di seguito.”
Non dicono che gli esperimenti sugli animali siano inutili (come taluni avranno subito inteso), ma molti si, come dimostrato nell’articolo.
I METODI SOSTITUITIVI
“Non sappiamo come estrapolare all’uomo i risultati ottenuti con gli animali”.
Prof. John A. Oakes, Professore di Medicina e Farmacologia dell’Università
Vanderbilt http://www.limav.org/metodisostitutivi-intro.html
E' DANNOSO E FUORVIANTE
COME METODO LA VIVISEZIONE I RISULTATI NON SONO TRASFERIBILI ALL'UOMO http://www.youtube.com/watch?v=7t8DUzOl1_Y
L'Italia da Paese
all'avanguardia nella ricerca si sta trasformando nel fanalino di coda del
mondo. Mentre altri Paesi, come la Germania, investono nei nuovi e più efficaci
metodi di ricerca, da noi la maggior parte delle aziende resta ancorata a
metodi da secolo scorso. E' quanto è emerso dalla conferenza che il dottor
Massimo Tettamanti, referente scientifico del Ministero della Salute, ha tenuto
ad Ivrea. Durante l'incontro, organizzato dal gruppo No Rbm No Vivisezione in
collaborazione con Oipa Torino, il dottor Tettamanti ha parlato di due realtà
del nostro territorio a confronto, L'Oréal e Rbm. Due scelte diverse, la prima
per continuare a crescere (e guadagnare) cruelty free (o quasi), la seconda
ancorata al suo passato, con nessun margine di crescita. http://www.youtube.com/watch?v=uhNlltcZeck
LINK:
Aysha Akhtar; The Top 3 Ways Animal Experiments Hurt
Humans:
Ancora sulla
sperimentazione animale: intervista al Prof. Bruno Fedi:
Vivisezione:Intervista
con il dottor Stefano Cagno:
Vivisezione.
La scienza del nuovo millennio vs procedure ottocentesche. Lettera aperta al
Ministro dell’Istruzione e della Ricerca:
Metodi
sostitutivi:
La
vivisezione è un delitto umano e divino:
Caso
Caterina Simonsen, La risposta del biologo Roberto Cazzolla Gatti:
YouTube:
Vivisezione:
errore metodologico - Dott. Massimo Tettamanti
Bruno Fedi -
Ragioni Economiche della vivisezione e Colture Cellulari
Bruno Fedi -
RISPONDE
Bruno Fedi -
Il Methotrexate
Bruno Fedi -
Relazione tra Genetica e Farmaci (Aspirina)
Conferenza
contro la vivisezione di Bruno Fedi 18/08/2012
Vivisezione,
solo business. Alla scienza non serve
Ricerca e
vivisezione: due realtà a confronto, L'Oréal e la Rbm
03.02.2012
Intervista con il Dr.Tettamanti
Dr. Thomas
Hartung e l'inattendibilità scientifica della vivisezione
Umberto
Veronesi - La Coscienza degli Animali - Milano, 13 maggio 2010
RICERCATRICE E MALATA: "LA SPERIMENTAZIONE ANIMALE NON SERVE"
"INACCETTABILI INSULTI E MINACCE, MA ANCHE LE STRUMENTALIZZAZIONI"
No agli insulti e alle minacce, "perché educazione e civiltà sono valori imprescindibili", ma no anche alle "strumentalizzazioni di qualsiasi genere". Lo scrive in una nota - commentando il caso della studentessa di Padova che si è dichiarata "viva grazie alla sperimentazione animale" e perciò è stata offesa su Facebook - la biologa Susanna Penco, ricercatrice presso il dipartimento di Medicina sperimentale dell'Università di Genova, malata di sclerosi multipla da vent'anni e saldamente convinta "che sia proprio la sperimentazione animale ad allontanare le soluzioni e quindi la guarigione per i malati". Il futuro, afferma, è "la medicina personalizzata, che sfrutta le differenze genetiche interindividuali per capire il funzionamento delle malattie umane".
"Ho appreso - scrive la dottoressa Penco - del clamore suscitato in rete dalle affermazioni di una studentessa malata, con la quale condivido la sfortuna di non aver avuto la salute in dotazione. Anche io convivo con una malattia che mi ha costretta a flebo di cortisone, a terapie pesanti, a rinunciare, per esempio, a vivere un sereno Capodanno, o la vigilia di Natale (se mi devo fare una puntura che mi scatena sintomi come la peggiore delle influenze è ovvio che me ne debba stare a casa), in quanto devo sottopormi cronicamente ad una cura fastidiosa, di cui alcuni lavori scientifici, tra l'altro, mettono anche in dubbio l'efficacia. Mi sconfortano le parole offensive verso la studentessa, poiché educazione e civiltà sono valori imprescindibili. Tuttavia, contrariamente a lei, troverei umiliante per me stessa farmi fotografare con una flebo attaccata alla vena: pertanto metto in rete una foto in cui appaio sorridente, anche se molto spesso sono tutt'altro che serena o in salute. Detesto le strumentalizzazioni di qualsiasi genere. Siccome sono malata mi informo, e leggo ad esempio che non ci sono ancora cure per le forme progressive di sclerosi multipla: è un dato di fatto (fonte: AISM)."
"Grazie alle mie conoscenze scientifiche - prosegue la specialista- sono persuasa che, anche per le malattie più agghiaccianti, ossia delle quali non si conoscono le cause e che riducono fortemente la qualità della vita, sia proprio la sperimentazioni sugli animali ad allontanare le soluzioni e la guarigione per i malati. Sono spesso malattie croniche, che costringono i pazienti e le loro famiglie ad una vita drammatica. Inoltre, le terapie sono molto costose per il SSN. Se si abbandonasse un metodo fuorviante - sottolinea la ricercatrice - e ci si concentrasse sull'uomo, i progressi della scienza sarebbero più rapidi ed efficaci: io spero risolutivi". Una via per arrivarci è la donazione degli organi per la ricerca. "D'accordo con i miei parenti - racconta Susanna Penco - ho donato il cervello affinché sia studiato dopo la mia morte. Se c'è un modo di capire le cause, e di guarire anziché curare (guarire gioverebbe ai malati, e anche al bilancio dello Stato, della Sanità, in definitiva dei contribuenti!), dovremmo cominciare a studiare tessuti umani e anche gli organi post mortem. La soluzione migliore è sempre la prevenzione che, finché non sono note le cause, non è attuabile. La dott.ssa Candida Nastrucci, biochimico clinico (DPhil, Università di Oxford, Grant Holder Fondazione Veronesi) , aggiunge che per quanto riguarda le malattie genetiche, non è possibile determinare quali tipi di terapie avremmo potuto sviluppare usando tessuti o cellule derivati da esseri umani o dallo stesso paziente. L'uso di animali potrebbe anche aver rallentato il progresso della ricerca per trovare cure per malattie umane. Il futuro è la medicina personalizzata, che sfrutta le differenze genetiche interindividuali per capire il funzionamento delle malattie umane".
Per queste ragioni negli altri Paesi si investe sui metodi alternativi: per esempio, il National Institutes of Health (NIH) degli Stati Uniti ha finanziato con 6 milioni di dollari un progetto rivoluzionario per la mappatura del toxoma umano, con l'obiettivo di sviluppare test tossicologici per la salute umana e ridurre i test su animali". Insomma, conclude la ricercatrice,"non credo che i rimedi ai mali umani stiano nello studio fatto su esseri viventi diversi da noi: e tutto questo lo vivo sulla mia pelle. La sperimentazione animale può essere anticamera di cocenti delusioni. Ve ne sono molti esempi, anche riguardanti farmaci in commercio".
"INACCETTABILI INSULTI E MINACCE, MA ANCHE LE STRUMENTALIZZAZIONI"
No agli insulti e alle minacce, "perché educazione e civiltà sono valori imprescindibili", ma no anche alle "strumentalizzazioni di qualsiasi genere". Lo scrive in una nota - commentando il caso della studentessa di Padova che si è dichiarata "viva grazie alla sperimentazione animale" e perciò è stata offesa su Facebook - la biologa Susanna Penco, ricercatrice presso il dipartimento di Medicina sperimentale dell'Università di Genova, malata di sclerosi multipla da vent'anni e saldamente convinta "che sia proprio la sperimentazione animale ad allontanare le soluzioni e quindi la guarigione per i malati". Il futuro, afferma, è "la medicina personalizzata, che sfrutta le differenze genetiche interindividuali per capire il funzionamento delle malattie umane".
"Ho appreso - scrive la dottoressa Penco - del clamore suscitato in rete dalle affermazioni di una studentessa malata, con la quale condivido la sfortuna di non aver avuto la salute in dotazione. Anche io convivo con una malattia che mi ha costretta a flebo di cortisone, a terapie pesanti, a rinunciare, per esempio, a vivere un sereno Capodanno, o la vigilia di Natale (se mi devo fare una puntura che mi scatena sintomi come la peggiore delle influenze è ovvio che me ne debba stare a casa), in quanto devo sottopormi cronicamente ad una cura fastidiosa, di cui alcuni lavori scientifici, tra l'altro, mettono anche in dubbio l'efficacia. Mi sconfortano le parole offensive verso la studentessa, poiché educazione e civiltà sono valori imprescindibili. Tuttavia, contrariamente a lei, troverei umiliante per me stessa farmi fotografare con una flebo attaccata alla vena: pertanto metto in rete una foto in cui appaio sorridente, anche se molto spesso sono tutt'altro che serena o in salute. Detesto le strumentalizzazioni di qualsiasi genere. Siccome sono malata mi informo, e leggo ad esempio che non ci sono ancora cure per le forme progressive di sclerosi multipla: è un dato di fatto (fonte: AISM)."
"Grazie alle mie conoscenze scientifiche - prosegue la specialista- sono persuasa che, anche per le malattie più agghiaccianti, ossia delle quali non si conoscono le cause e che riducono fortemente la qualità della vita, sia proprio la sperimentazioni sugli animali ad allontanare le soluzioni e la guarigione per i malati. Sono spesso malattie croniche, che costringono i pazienti e le loro famiglie ad una vita drammatica. Inoltre, le terapie sono molto costose per il SSN. Se si abbandonasse un metodo fuorviante - sottolinea la ricercatrice - e ci si concentrasse sull'uomo, i progressi della scienza sarebbero più rapidi ed efficaci: io spero risolutivi". Una via per arrivarci è la donazione degli organi per la ricerca. "D'accordo con i miei parenti - racconta Susanna Penco - ho donato il cervello affinché sia studiato dopo la mia morte. Se c'è un modo di capire le cause, e di guarire anziché curare (guarire gioverebbe ai malati, e anche al bilancio dello Stato, della Sanità, in definitiva dei contribuenti!), dovremmo cominciare a studiare tessuti umani e anche gli organi post mortem. La soluzione migliore è sempre la prevenzione che, finché non sono note le cause, non è attuabile. La dott.ssa Candida Nastrucci, biochimico clinico (DPhil, Università di Oxford, Grant Holder Fondazione Veronesi) , aggiunge che per quanto riguarda le malattie genetiche, non è possibile determinare quali tipi di terapie avremmo potuto sviluppare usando tessuti o cellule derivati da esseri umani o dallo stesso paziente. L'uso di animali potrebbe anche aver rallentato il progresso della ricerca per trovare cure per malattie umane. Il futuro è la medicina personalizzata, che sfrutta le differenze genetiche interindividuali per capire il funzionamento delle malattie umane".
Per queste ragioni negli altri Paesi si investe sui metodi alternativi: per esempio, il National Institutes of Health (NIH) degli Stati Uniti ha finanziato con 6 milioni di dollari un progetto rivoluzionario per la mappatura del toxoma umano, con l'obiettivo di sviluppare test tossicologici per la salute umana e ridurre i test su animali". Insomma, conclude la ricercatrice,"non credo che i rimedi ai mali umani stiano nello studio fatto su esseri viventi diversi da noi: e tutto questo lo vivo sulla mia pelle. La sperimentazione animale può essere anticamera di cocenti delusioni. Ve ne sono molti esempi, anche riguardanti farmaci in commercio".


