Sono parecchio stufa discutere da mesi con le persone poco informate, che aver letto 2 articoli sulla vicenda di Stamina sono già sicuri di sapere la verità e hanno la presunzione di volerci illuminare. Sono stufa discutere con le persone ottuse, boriose, arroganti e leggere sempre le stesse domande, gli stessi ragionamenti, e se si può argomentare una, due, tre, dieci volte, … alla centesima volta la pazienza finisce. Ho pensato che sarebbe più semplice scrivere quì.

domenica 26 gennaio 2014

Vannoni sulla vicenda di Lugano

25.01.2014    

Non sopporto i vigliacchi

Ebbene si, cari amici, non sopporto i vigliacchi, quelli che mentono per il proprio tornaconto o semplicemente perchè, avendo cambiato idea o avendo paura, si sono messi a carponi al servizio dei loro capi asservendosi alla menzogna. 
Ormai il Corrire della sera sta cavalcando il tema cardiocentro di Lugano e usa il fatto che non si fosse giunti ad una collaborazione con stamina, come prova di una bocciatura ulteriore di Stamina (oltre a quelle illeggittime e a loro volta bocciate in Italia).
Stamina è terribilmente scomoda per tutto il sistema e, quindi, vale qualunque cosa, dagli attacchi personali a quelli sul metodo, pur di liberarsene. 
Esiste anche un giornalismo marcio e asservito che urla allo scandalo, inventando notizie e non verificandole, ma spacciandole per certezze.
Vi porto questo esempio non per importanza, in fondo di questi signori e delle loro dichirazioni me ne infischio altamente, ma per dimostrarvi a che punto può spingersi la disonestà delle persone e la complicità dei giornalisti in questa vicenda fondata ormai solo sulle calunnie.

Bene, fummo introdotti al cardiocentro di Lugano dal dr Fulvio Porta degli Spedali Civili di Brescia che pensava a come sviluppare a livello sperimentale la metodica stamina. Ci presentò il dr. Gianni Soldati responsabile del laboratorio per la terapia cellulare del cardiocentro e la dott.ssa Veronica Albertini sua collaboratrice. La nostra idea era di fare una sperimentazione sulla malattia di Niemann Pick con produzione nel loro laboratorio. L'interesse c'era e gli incontri ed i contatti si protrassero fino a maggio 2012 quando l'aifa, bloccando le terapie a Brescia diede il via allo 'scandalo stamina'. 
Quando leggo sul corriere a firma di mario pappagallo che una tale Laura Turchetto del cardiocentro e formatasi nella università della Cattaneo, mai vista nè sentita, attacca e insulta raccontando una storia calunniosa e degna di una querela, sento, solo per onestà intellettuale, la necessità di dare una risposta. 
Tra le decine di mail scambiate con il cardiocentro che saranno a disposizione dei nostri avvocati per la querela a questa cialtrona ed al suo portavoce del corriere, vi riporto una storia (documentata) che fa capire come sono andate le cose.

Dopo diversi incontri finalizzati alla sperimentazione con produzione presso il loro laboratorio (di gran lunga peggiore di quello di Brescia), ci considerarono talmente 'inconsistenti scientificamente' da chiederci di trattare un loro piccolo paziente nato con una paresi cerebrale infantile.

Questa la mail:

-----Messaggio originale-----
Da: Gianni Soldati 
Inviato: lunedì, 23. gennaio 2012 13:25A: 
Fulvio Porta; Davide Vannoni
Cc: Albertini Veronica
Oggetto: bambino

Ciao Fulvio e Davide,
vi scrivo in quanto una mamma che ha depositato il cordone di suo figlio vorrebbe usarlo per curare il suo secondo figlio.
Qui vi allego la doc ricevuta. Parlando con Davide mi sembrava che potesse essere possibile dare una possibilità al secondonato usando o il cordone del primogenito oppure proponendo la terapia che voi già fate lì a Brescia.
Vi chiedo se è possibile che questo bambino venga curato così oppure cosa mi suggerite di fare.
Sarò via tutto il resto della settimana ma potete chiamarmi o scrivermi per mail tenedo conto del fuso (NY city).
Grazie
Ciao
Dr. Gianni Soldati
President
Swiss Stem Cell Foundation
Via Tesserete 48
CH-6900 Lugano
Switzerland


Questa la nostra risposta:

-----Messaggio originale-----
Da: Davide Vannoni 
Inviato: lunedì, 12. marzo 2012 13:51A: 
Albertini Veronica
Oggetto: Re: I: bambino

Gentile dott.ssa, saremo ben lieti di poter aiutare questa famiglia, purtroppo l'ipotesi Brescia è piuttosto remota data la lunghissima lista di attesa ed il numero esiguo di pazienti che possiamo trattare ogni mese. Date le informazioni ricevute da Gianni, questo bambino potrebbe essere il primo trattato come caso compassionevole presso la vostra struttura. A fine mese verrò a lugano (presumibilmente il 27 marzo nel primo pomeriggio) e potrebbe essere quella l'occasione migliore per il nostro incontro. Condivido con lei che il trapianto autologo sarebbe la via migliore (utilizzando neuroblasti prodotti con la nostra metodica).
Ci risentiamo presto per fissare l'incontro.

Cordiali saluti
Davide Vannoni
prof. Davide Vannoni
Professore associato confermato
Università di Udine
Dipartimento di Scienze Umane
via delle Scienze 206
33100 Udine


Il cardiocentro di Lugano a questo punto si attivò con Swiss Medical per ottenere l'autorizzazione alla terapia compassionevole (abbiamo anche quella corrispondenza). Il tutto si bloccò con la risonanza che ottenne l'intervento dei nas e dell'Aifa sugli Spedali Civili di Brescia, lasciando senza speranza il piccolo Adriano. Altro che 'l'ospedale che mise alla porta Vannoni' e le calunnie di Pappagallo e Albertini. Vergonatevi perchè oltre che in malafede siete anche dei VIGLIACCHI.

Concludo questa mail dicendovi che in questo momento sta avvenendo una vera e propria operazione mafiosa contro i malati e la fondazione Stamina, dove i migliori scienziati Italiani (Ricordi, Ferrari) che se ne sono andati, fortunatamente, da questo povero paese vengono insultati e attaccati solo per aver espresso l'interesse a studiare il metodo Stamina, nell'assoluto disprezzo della scienza e dei malati. 
Se non si ribellano le famiglie insultate e sbeffeggiate da questo modo ignomignoso di fare, non resterà più nulla di Stamina e della libertà di scelta per le cure compassionevoli. 
Il nostro futuro è nelle mani di questa battaglia, oppure il giogo imposto sul collo dei malati continuerà imperterrito a mietere vittime nell'indifferenza più completa e con la complicità delle istituzioni che dovrebbero invece tutelarli. Ricordatevi la scienza e le istituzioni sono al vostro servizio e non viceversa.
Vi allego per pura ilarità questo pezzo del peggior giornalismo di disinformazione, vergogna per tutta la categoria professionale e per una deontologia calpestata. Che l'ordine dei giornalisti prenda provvedimenti o scavi un buco e si seppellisca.



mercoledì 22 gennaio 2014

Marcello Villanova

Ogni giorno esce uno nuovo articolo pieno di bugie sulla vicenda di Stamina. I giornalisti ormai hanno capito che possono scrivere qualsiasi cretinata infondata senza vergogna e senza conseguenze, tanto tutto fa brodo. Però mi stupisce quando non sanno fare nemmeno una semplice ricerca su Google.

Si tratta dell’articolo di Repubblica.it, scritta da due (!!!) giornalisti (???) Alberto Custodero e Vera Schiavazzi, dove il massimo esperto di sma in Italia, neurologo Marcello Villanova era definito un fisioterapista con due pubblicazioni. Con lo scopo ben preciso: sminuire le sue dichiarazioni e certificati dei miglioramenti di pazienti in cura a Brescia.

Vorrei sapere, Custodero e Schiavizzi sono pigri, incapaci o disonesti?.....

Come sono riusciti a scrivere in due, un piccolo articolo di poche righe con tante bugie?
A che scopo queste persone possono scrivere una frase del genere: “a vaglio della magistratura torinese sono le posizioni….” ….?  Dovrebbero sapere che non è vero. Erano pigri di alzarsi dal divano per sapere la verità ? …..

Per quelli che leggono i simili articoli di pseudo giornalisti vorrei dare alcuni informazioni su Marcello Villanova, uno di migliori medici italiani.

Curriculum


Pubblicazioni (più di 200...)


Comunicato stampa di ASAMSI


Intervista a John Bach, esperto mondiale di sma



Nel 2008 il dott. Villanova, sul sito distrofici.it, ha scritto questo:
A questo punto, come promesso, mi prendo la libertà di allegare alcuni cenni riguardo il profilo storico del problema SMA I in Italia.
Cominciamo con il dire che i nostri telegiornali hanno speso fiumi di parole per parlare dei volativi che morivano con l'aviaria, ma non ho mai sentito una notizia riguardo le numerose morti di bambini con SMA I che noi abbiamo in Italia ogni anno.
La SMA tipo I è la più frequente dei tre tipi di SMA. Penso che la motivazione sia legata al fatto che la stragrande maggioranza dei medici pensa che il miglior destino per questi bimbi sia la morte, non solo, ritengo che la stragrande maggioranza degli addetti ai lavori non sappia come comportarsi di fronte ad un bimbo con una SMA I. In effetti se si consultano i libri si legge che i bimbi affetti da SMA tipo I arrivano al massimo al II° anno di vita, questi libri sono gli stessi che scrivono che i DMD non superano la seconda decade di vita. Tutto ciò è verissimo se i bimbi con SMA tipo I o DMD vengono seguiti da quella stragrande maggioranza di addetti al lavori.
Questa era anche la mia convinzione fino al 2000. Anch'io abituato ad ascoltare e rispettare alcuni tromboni universitari ero certo che tutti i bimbi con SMA I morissero durante il secondo anno di vita.
Un giorno, però, ebbi la fortuna di conoscere un Professore americano, un certo John Bach, lo conobbi a Roma nel 2000 durante un convegno Duchenne Parent Project. Io fino ad allora mi ero occupato, tra le altre cose, anche di ventilazione assistita nei neuromuscolari, lavoravo con colleghi più anziani di me che mi avevano insegnato alcuni concetti sulla ventilazione. Fino a quel giorno io ritenevo di SAPERE come trattare le difficoltà respiratorie di un neuromuscolare.
Bene, quel giorno Bach durante la sua lezione dimostra dati e fatti che si allontanavano anni luce da quello che io facevo quotidianamente. I suoi dati erano talmente straordinari che in un primo momento, anche in considerazione di tutto ciò che era a mia diretta conoscenza, pensavo che fossero inventati. Ricordo ancora la mia arroganza (pensavo di sapere più di lui) nel ribattere alle sue affermazioni. Lui affermava che le SMA tipo I negli USA vivevano anche con ventilazione non invasiva, lui asseriva che aveva DMD di 40 anni non tracheotomizzati, parlava di ventilatori volumetrici (noi avevano sempre usato solo ed esclusivamente i pressumetrici) e tanto altro. Insomma, affermava cose che stravolgevano completamente la mia linea di pensiero nonché la mia esperienza clinica fino a quel giorno.
Una cosa che ancor più mi stravolse fu che lui, subito dopo la conferenza, mi chiese di andare a cena con lui. Voi immaginate cosa potrebbe succedere in Italia se tu dai quasi del millantatore ad un luminare universitario, pensate veramente che lui ti inviti a cena? Anche questo era un suo segno di straordinarietà. Ebbene, durante la cena lui mi dimostrò come tutto quello che lui asseriva aveva un fondamento scientifico, non solo aveva conferme viventi che dimostravano la sua teoria. Quella cena è ancora scolpita nella mia mente, avevo capito che molte cose che mi avevano insegnato in Italia e fatto mettere in atto riguardo le problematiche respiratorie associate alle malattie neuromuscolari erano del tutto sbagliate.
Decisi, allora, di andare da lui per toccare con mano quello che lui asseriva nelle sue comunicazioni congressuali. Chiesi anche qualche parere in giro per l'Europa da colleghi molti famosi nel campo delle malattie muscolari, importanti Professori del calibro di Dubowitz e Fardeau, conoscevo entrambi e bene, il primo per motivi di ricerca, il secondo perché con lui avevo lavorato 15 mesi. Loro e diversi altri, anche numerosi italiani, non fecero altro che ripetermi di non andare da lui, quello è un pirata, un arrogante, lascia vivere anche i bimbi con SMA tipo I.. Tuttavia, tutto questo mi convinse ancor più che dovevo andare negli USA per osservare personalmente cosa il pirata combinava laggiù.
Presi la valigia, nessun finanziamento, figuriamoci nessuno voleva darti un soldo per andare da Bach, e partii negli USA. Il Professor Bach mi ospitò a casa sua, questo anche per farmi risparmiare dei soldi, il dollaro era molto forte sulla lira. Cominciò così la mia esperienza americana, quella che stravolse il mio modo di pensare ed agire in seguito in Italia. Vidi SMA tipo I di 15anni, vidi DMD di 42 anni con ventilazione assistita ormai da più di vent'anni che avevano una vita del tutto decorosa, nessuno aveva quel buco in gola detto anche tracheotomia. Da lui capii tante di quelle cose che è impossibile descrivere con brevità in questo racconto.
Dopo aver trascorso circa 1 mese tornai in Italia carico di entusiasmo. Questo mi passò rapidamente quando misi piede a Bologna, la collega con la quale avevo lavorato fino ad allora e che era a tutti gli effetti il mio capo fece di tutto per mandarmi via dal mio posto di lavoro durante la mia assenza, a suo dire ero molto intraprendente e parlavo troppo (testuali parole) con i suoi pazienti. Il destino volle che io rimasi, non solo consolidai una posizione ancora più salda in quel posto (era la Nigrisoli). Finalmente sentitomi libero di agire e soprattutto di pensare cominciai ad agire sui pazienti con malattie neuromuscolari mettendo in pratica tutte le nozioni che avevo imparato negli USA.
Vidi sin da presto che i risultati erano brillanti, molti ragazzi superavano crisi respiratorie con estrema facilità. Non solo. Garantivo un'assistenza respiratoria di estrema qualità. Sempre nel 2000 fui il primo in Italia (se qualche collega vuole smentirmi lo può fare) a ventilare una piccola bimba con la SMA tipo I il cui nome era Sara. La Sara è stata la prima bimba italiana ad essere ventilata in modo assistito e non invasivo con la SMA tipo I. A seguire fu la volta di Silvia, Maria, Myriam, Cristiano, Marta ecc. ecc..
Non avevo la terapia intensiva al Nigrisoli, pertanto visita la estrema delicatezza di questi bambini, mi facevo prestare una stanza dai colleghi di neuropsichiatria infantile dell'universitàdi Bologna. Purtroppo non ho mai avuto un supporto di tipo rianimatorio in Bologna nonostante l’abbia cercato con insistenza, questo mi ha creato un ansia crescente quando avevo a Bologna bimbi con SMA tipo I.
Un giorno successe che la piccola Sara (bambina di intelligenza unica così come tutti i bimbi con SMA tipo I), dopo qualche mese di ventilazione assistita e dopo aver trascorso un periodo abbastanza lungo di benessere ebbe un insufficienza respiratoria acuta a causa di un’infezione delle vie respiratorie e fu intubata in un ospedale vicino Milano. Il primario di quell'ospedale dichiarò ai genitori che non c’era altra via alla morte se non la tracheotomia che per i genitori non volevano accettare. Fu in quell'occasione che il papà di Sara, un tipo tosto, ebbe modo di conoscere al Fatenebenefratelli di Milano un certo dr. Marrano, primario del reparto di rianimazione pediatrica di quell’ospedale. Qualcuno gli aveva detto che questo medico era sensibile alle metodiche non invasive per i bimbi. Tuttavia, anche lui, in un primo momento non fece altro che asserire che la tracheo era la sola soluzione per far continuare a vivere la piccola Sara. Nonostante ciò diede l’OK al signor Tabaro di parlare con me. Ricordo ancora quella telefonata, lui rimase un po’ sconvolto da quello che io raccontavo riguardo il mio viaggio negli USA. Ebbi subito un’ottima impressione di questo siciliano verace, persona schietta e leale. Lui ASCOLTAVA a differenza di molti altri che mi avevano chiuso la porta in faccia. Chiesi a lui di accompagnarmi da Bach perché volevo in tutti i modi avere una spalla per la non invasiva da un rianimatore in Italia, volevo qualcuno in grado di estubare un bimbo con SMA tipo I senza tracheotomizzarlo e soprattutto volevo che la Sara fosse estubata in non invasiva. Acconsentì.
Partimmo insieme da Milano per Newark. Siamo rimasti alcuni giorni, sufficienti per causare anche a lui uno stravolgimento del suo pensiero. Il caro Marraro comprese come l’ossigeno, e solo quello, non poteva costituire la sola terapia in fase post-estubatoria di un bimbo con SMA tipo I ed i generale per tutti i pazienti con malattie neuromuscolari con importante compromissione delle funzioni respiratorie. Il superamento di una desaturazione in un neuromuscolare con solo ossigeno-terapia rappresenta ancora oggi un dogma per molti pneumologi in Italia. Ancora ricordo una conferenza sulla SMA tenutasi a Milano (penso fosse il 2001) dove Marrano con estrema commozione disse che il suo errore per tanti anni era stato quello di non applicare immediatamente la non invasiva nella fase di post-estubazione.
Sara fu stubata in ventilazione non invasiva (GRANDE SUCCESSO!!), la prima bimba in Italia con SMA tipo I stubata in non invasiva. Quindi, esisteva una terza via, oltre a quelle utilizzate (decesso e tracheo), questa era costituita dalla ventilazione non invasiva anche applicata in questi piccoli bambini. Negli anni successivi Marrano ha continuato a lavorare sulla SMA tipo I cercando ancor più di migliorare il protocollo Bach.
Sono stati anni durissimi, le tecniche non invasive necessitano di una FKT respiratoria di estrema efficacia e agli inizi del terzo millennio, vi assicuro, in Italia era tabula rasa eccetto, forse, pochissimi colleghi che erano almeno a conoscenza dell’IN-EXSUFFLATOR. Sono stati anni di battaglie con le ASL, ho dovuto spendere fiumi di parole nonché di lettere per far accettare questi presidi dalle ASL, basti chiedere alla VIVISOL che in Italia distribuiva tale presidio. Ricordo di aver trascorso numerose notti insonni nel gestire a distanza crisi respiratorie in bimbi con la SMA tipo I, anni che hanno colpito anche duramente la mai vita familiare.
Tra le notti insonni ricordo quella della Mariangela, bimba con SMA di Bari, che ho trasportato dai confini con la Francia (si stavano recando a Parigi in auto) a Milano via telefono, facendo fermare anche i genitori in una farmacia per acquistare una bombola di ossigeno. Loro volevano assolutamente andare da Marrano o quella di Cristiano che nessuno (nella sua città toscana) voleva ventilare in modo non invasivo. Ricordo ancora di essermi recato presso quell’ospedale contro il parere di tutti i miei colleghi tranne quello dei genitori che avevano chiesto in Direzione Sanitaria un mio potenziale intervento. Nessuno credeva riguardo la possibilità che un bimbo di 5 mesi potesse essere ventilato in non invasiva. Certo è che Cristiano dopo solo 10 minuti ventilava con un ST30 come se l’avesse sempre avuto, cosa che stupì pneumologi e pediatri di quell’ospedale.
Quante battaglie, tanti colleghi che ora danno per scontato l’IN-EXSUFFLATOR, le altre tecniche di FKT respiratoria e che ora, finalmente, le suggeriscono, mi hanno creato enormi problemi, non solo a me, ma anche alle famiglie. Potrei fornire numerose testimonianze.
Un’altra storia particolare è la storia di Myriam, una bimba di Bari con una madre con forte credo religioso. Lei aveva perso già una bimba con Sma tipo I subito dopo aver ricevuto la tracheotomia. Quando nacque Myriam, gemella di una splendida sorellina sana, anche per questa fu proposta la tracheo alla prima infezione delle vie respiratorie. La madre si rifiutò dicendo ai colleghi che avrebbe preferito far morire la bimba a casa pur di non farla sottoporre alla tracheo. Così prese la bambina e la portò a casa, tentò di bombardarla di cortisonici ed antibiotici. Il caso volle che Myriam si riprese e continuò a vivere. In seguito ebbi l’opportunità di visitarla, cominciò la ventilazione assistita, utilizzò le tecniche di FKT respiratoria. Così Myriam oggi vive, frequenta la scuola con un web-cam, ha anche scritto un libro, non vede un ospedale da diversi anni.
Tutto questo per dire:
1) che il dr. Villanova non vuole passare per bravo, non me ne frega niente, ho scritto questo solo per dire che i bimbi con la SMA tipo I possono vivere ben oltre il primo anno di vita come asserisco sempre i DMD hanno lunga vita in mani buone;
2) che un medico non può sostituirsi a Dio e suggerire ai genitori solo la morte per questi bimbi, come spesso succede, perché ignora completamente le metodiche di ventilazione invasive e non invasive;
3) che il genitore deve essere informato su tutte le possibilità esistenti per mantenere in vita il proprio figlio, con allegati costi e benefici; lui può anche rifiutarsi di procedere per alcuna di queste vie, ma deve essere informato e non scoprire queste possibilità solo dopo la morte del proprio bambino;
4) che la tracheo non deve essere demonizzata (questo solo per i bimbi con SMA tipo I).
Conosco bimbi con la SMA tipo I che vivono e sono felici con la tracheo, certo nel terzo millennio sarebbe preferibile utilizzare tecniche non invasive; queste, ahimè, necessitano di terapisti estremamente esperti così come di rianimatori preparati che sanno gestire un paziente neuromuscolare. In questi ultimi anni qualcuno ha cercato di modificare i dogmi degli anestesisti (voglio ricordare il lavoro del gruppo del Professor Cutrera, ed in particolare la dr.ssa Chiarini dell’ospedale Bambin Gesù), così come da qualche mese il dr. OTTONELLO (del Gaslini di Genova) che non conosco personalmente, ma che mi hanno detto preparato ed attento su questa tematica o come il dr. BIBAN dell’Università di Verona.
Il dr. Marrano, ahimè, andato in pensione. La strada, tuttavia, è ancora molto lunga. Io, purtroppo, non ho terapia intensiva ed in considerazione della necessità di ricoverare questi bimbi in ambienti idonei non posso ricoverarli, mio malgrado, quando sono molto piccoli. Insomma, non mi permettono più di fare il pirata, cosa che a mente lucida condivido, ma che ho contrastato nel periodo successivo al mio ritorno dagli USA. Io, come spesso mi succede, posso solo consigliare cosa fare, fornire consigli utili ed indirizzi di ambienti idonei per iniziare la ventilazione non invasiva. Non mi è più permesso da qualche anno di ricoverare questi bimbi anche in neuropsichiatria infantile (si sono spaventati molto con la Silvia a causa di una difficoltà respiratoria in corso di ricovero superata senza particolari problemi). In effetti per la SMA tipo I i primi due anni di non invasiva sono estremamente duri per la loro gestione respiratoria in quanto i bimbi non collaborano molto e questo meriterebbe un equipe di professionisti vicino casa estremamente preparata, dopo i due anni tutto diventa molto più facile, le tecniche di FKT manuali e meccaniche sono più semplici da applicare grazie anche alla loro straordinaria intelligenza.
Molti dei bambini che hanno aperto la strada alle metodiche non invasive sono ancora in vita, altri sono volati in cielo. La grande Sara è volata anch’essa in cielo, lei, tuttavia, si è giocata le sue chance di vita fino all’ultimo istante della sua vita. Io spero vivamente che il futuro di questi bimbi cambi; occorrerebbero pochi soldi ed una buona preparazione da parte di molti colleghi per cambiare la vita di molti bambini e delle loro famiglie. Questi bimbi possono vivere di più anche oggi, anche senza staminali, ma solo applicando standard di cura ed assistenza elevati che sono possibili in altri paesi più sviluppati di noi.
E non mi si venga a dire che la loro qualità di vita è scadente e che è meglio se muoiano, la loro vita è scadente per noi, non per loro che sono dall’altra parte e che amano anch’essi assaporare il dono della vita anche se questa potrà essere breve. Non capisco perché di loro non si parla mai nei TG, forse questo dimostrerebbe la scarsa efficacia e preparazione di molti dei nostri ospedali in questo specifico campo. Ritengo che sia un dovere per noi medici lasciare alle famiglie la scelta del destino dei propri figli dopo averli, però, informati ed in modo dettagliato su tutto.
Con questo faccio un augurio a tutte le famiglie con bimbi con SMA tipo I, continuate a combattere, fate rispettare i diritti dei vostri piccoli, solo questo potrà cambiare l'assistenza dei vostri piccoli in Italia e se anche decideste di lasciar andare i vostri figli sappiate che ci sarà rispetto per la vostra decisione.

La cosa più terribile è quella di scoprire, solo dopo, una potenziale via di vita per loro a voi completamente sconosciuta fino ad allora. Bene, con questo vi invio cari saluti e scusate se mi sono dilungato troppo. Avrei voluto scrivere tante altre cose, ma mi occorreva molto tempo che non ho, almeno in questo momento, forse un giorno scriverò un libro sulla mia esperienza clinica. Penso di aver vissuto e di vivere ancora un'esperienza straordinaria. Un ultima cosa, tutte quello che ho scritto corrisponde al vero

Nicole De Matteis

Una storia triste e strana. Gli amici su Fb dicono che fino a poco fa Grazia Neri, madre di Nicole, parlava solo bene di Stamina e di Andolina, e non riescono a capire cosa è successo. Qualcuno fa un’ipotesi che forse era pagata da qualcuno, … una sua amica invece dice che Grazia è molto distrutta e che in questo stato d’animo crede a tutto ciò che le dicono i Nas. Nas hanno detto che Vannoni è un truffatore e che alla sua figlia erano iniettate le cellule di un’altra bambina, che potevano portare alle gravi infezioni ….  Cioè dicono le bugie, perché esiste tutta la documentazione che conferma il contrario, ma forse nello stato d’animo di Grazie si è bastato poco, adesso lei è molto arrabbiata con Stamina. Non è la prima bugia che i Nas dicono durante gli interrogatori, agli altri malati abbiano detto che era iniettata la soluzione fisiologica, a qualcuno che erano le staminali embrionali, e solo per spingerli a fare la denuncia.
Questo però non può giustificare le bugie dette su Andolina durante la puntata di Presa Diretta, è una cosa troppo grave e meschina. E mi dispiace che il giornalista Riccardo Iacona ha deciso dare il credito a queste parole, quando bastava un semplice ragionamento logico per smentirle.

La storia di Nicol abbiamo letto la prima volta nell’ intervista di Grazia Longo. Madre di bambina si lamentava di soldi spesi e di assenza di miglioramenti. Dopo questa storia era ripetuta da molti altri giornali e sotto diversi nomi.

Il dott. Andolina, aver saputo dell’ intervista non ci poteva credere, letteralmente si è rimasto di sasso. Scrive rammaricato sulla sua pagina di Facebook, spiegando la situazione:
Un articolo di Repubblica riporta le parole della madre di una bambina che ho curato prima a Trieste e che poi ha continuato la cura a Brescia.
Sono parole terribili che mi fanno sospettare che la sofferenza della signora l’abbia portata a delirare. Questa bambina soffriva degli esiti di una asfissia neonatale, con spasticità, problemi di deglutizione, e conseguenti polmoniti da inalazione (mensili) epilessia. Considerato il ritardo di anni dall’evento che l’ha danneggiata, ero pessimista. Poco dopo la prima iniezione la bambina aveva ricominciato a deglutire, non aveva più la bava alla bocca, e deglutiva normalmente. Niente più polmoniti; pare nemmeno convulsioni. Di obiettivo c’è stata la normalizzazione del “deglutogramma”, esame radiologico che dimostrava la normalità della deglutizione.
Dopo un paio di iniezioni la terapia fu sospesa, non per colpa nostra,e la bambina rimase almeno per due anni senza cure. L’entusiasmo della madre per i risultati, che ha descritto pubblicamente, anche davanti ad una telecamera, l’ha portata a lottare per riprendere le cure a Brescia. Quando l’ho incontrata in ospedale per la prima di questa nuova serie di iniezioni, la signora mi disse che dopo due anni gli effetti della terapia si stava spegnendo. Da quanto scrive su Repubblica pare evidente che questo nuovo ciclo non ha dato benefici. La signora cita probabilmente l’opinione di un neurologo che le ha detto che i miglioramenti (ci sono stati allora?) erano legati alla naturale maturazione del cervello con l’età. Sarei d’accordo se parlassimo di effetti maturati nel corso di anni, ma come la mettiamo col miglioramento osservato dopo un mese a Trieste?
Noi non guariamo tutte le malattie, e non tutti i pazienti in tutte le diverse situazioni cliniche. Oggi potrei pensare che i danni sofferti dalla bambina, dopo una così lunga sospensione della terapia, fossero ormai irreversibili.
La signora può essere perdonata in quanto gravata da anni di sofferenza; non perdono coloro che hanno sfruttato la sua sofferenza per gettare fango su una metodica salvavita e sulle speranze di tante famiglie.

Quindi abbiamo capito che esiste un’ intervista precedente e una video-testimonianza di madre, dove Grazia Neri racconta dei miglioramenti, e che smentiscono questa sua ultima intervista. Eccovi l’intervista del 9 giugno del 2010.

http://www.movimentostamina.it/intervista-fasulla/

Un' amica di Grazia scrive ad Andolina: “ Non posso credere che, nel suo cuore, abbia cambiato l’idea nei Suoi confronti: a me ha più volte detto della stima che ha per Lei e di quanto abbia fatto per la bambina. Mi ha descritto, fino ad ottobre, i miglioramenti di Nicole, arrivando a farmi avere i certificati che li attestano …. e non solo. Dunque non mi spiego quello che sembra aver dichiarato alla giornalista. Posso pensare solo a due cose: che la giornalista abbia ricamato abbondantemente sulle parole della signora (e, vista la giornalista, non mi stupirei), oppure il dolore per i mancati progressi o peggioramenti della figlia, in una vita intera di lotta e sofferenza, possa averla condotta in un vicolo cieco in cui non si distingue più il bene dal male. Solo chi vive questo dolore ogni giorno sa cosa intendo: certo, non tutti si sarebbero comportati così … ma i momenti di fragilità li passiamo tutti.”

Dott. Andolina a questo punto cerca di contattare la famiglia per i chiarimenti, ma il discorso telefonico con il marito di Grazia si degenera. Sulla pagina di facebook leggiamo lo sfogo del medico:

“Io ho conosciuto cento mamme che hanno perso un figlio e grazie a loro ho capito che le virtù ed i difetti di una persona non si conoscono quando le cose vanno bene, ma quando il dolore è estremo.
La signora invece ha azzannato la mano che l’aveva aiutata, gratuitamente per amore di sua figlia. Mi accusa di aver torturato sua figlia senza risultato. Ni accusa di non aver fattola lombare in anestesia come fanno a Brescia, ma allora Nicole “stava morendo” per insufficienza respiratoria e un piccolo dolore inferiore a quello di una intramuscolare non giustificava il pericolo di vita da anestesia. Nicole si è dimenata perché veniva tenuta ferma non per l’iniezione.
Ieri ho avuto il dispiacere di conoscere telefonicamente suo marito, che oltre a negare i risultati che sua moglie a suo tempo ha certificato, mi ha accusato di essermi preso dei soldi. Io non mi faccio pagare da un paziente da almeno 30 anni e per me questa è la peggiore ingiuria. Quando ho detto al marito che non sono una puttana che di può pagare, lui ha ribadito che pensava che invece mi fossi fatto pagare. La telefonata si è quindi conclusa con un mio “vada a cagare”.
Ora la signora mi scrive che la giornalista ha travisatole sue parole, ma non riesco a perdonare una simile bassezza di comportamento dei due genitori di una povera bambina, unica innocente.”

Durante la puntata Italia di Diretta però arriva un colpo di scena. Nello studio c’è la giornalista Grazia Longo che ha intervistato la madre e Davide Vannoni in video collegamento. E dallo scambio di battute tra loro diventa chiaro che Grazia Longo non ha mai intervistato la madre di Nicole, altrimenti l’avrebbe riconosciuta, avendola vista tre anni prima. Vannoni chiede ancora una volta “Ma Lei l’ha intervistata o no?” e Longo risponde “Non si preoccupi” con indescrivibile espressione della faccia. E’una scena che consiglio a vedere a tutti, un vero sketch.

E infatti, questa volta la conferma arriva anche da Grazia Neri, che scrive nel’sms di non avere mai dato nessun’ intervista. Eccovi lo scambio di sms tra Neri e Andolina:


Quindi adesso è chiaro che esiste una denuncia di genitori di Nicole e qualcuno forse ha violato il segreto istruttorio, qualcuno la voleva spacciare per un’intervista ….
 
Ma la storia purtroppo non finisce qui. La famiglia De Matteis era invitata a Presa Diretta e nell’intervista davanti a tutta l’Italia aggiungono gli altri particolari alle dichiarazioni precedenti. Il padre di Nicol dichiara di aver chiamato dott. Andolina lamentandosi che non aveva i soldi per pagare, e dott. Andolina gli avrebbe risposto che sua moglie potrebbe anche andare a prostituirsi per pagare.
Ripeto, che a  Iacona poteva bastare un semplice ragionamento logico per capire che erano dette delle bugie. Ma il suo scopo non era cercare la verità, ma solo aggiungere un particolare scandaloso. Mi è piaciuto molto quando Iacona parlava con grande trasporto della responsabilità dei giornali e la tv, ma chissa perché Presa Diretta e i giornali come La Stampa sono privi di qualsiasi responsabilità e pensino di avere dei diritti di mettere in onda e scrivere qualsiasi cos, anche le bugie, facilmente smentibili (volendo) in 10 minuti. L’onesta intellettuale e vergogna esiste ancora da qualche parte?
Dopo  la puntata di Presa Diretta una delle amiche di Grazia Neri scrive sulla pagina di facebook del dott. Andolina “Tempo fa credevo alla buonafede, ad un imbroglio della giornalista... oggi credo che il limite del buonsenso sia stato oltrepassato. Credo che sia giusto arrivare alla verità, perché anche la rabbia più profonda, anche il dolore più grande, anche un voluto o meno travisamento delle Sue parole... anche tutto questo messo insieme non puo' giustificare accuse così pesanti come quelle che Le sono state mosse.”
 
In risposta all’intervista su Presa Diretta per smentire le accuse della famiglia, in internet viene messo un video, dove Vannoni intervista Grazia Neri e dimostra i miglioramenti di Nicol. Grazia appare spontanea e naturale, non sembra proprio che recita alla richiesta di Vannoni.
Purtroppo il video era messo senza oscurare il volto della bambina e i genitori sporgono la denuncia (che per adesso ancora non è arrivata), e dichiarano di non aver autorizzato la dimostrazione del video. Vannoni invece replica che esiste non una, ma addirittura due liberatorie.
Ecco il link del video che pare era rimosso, ma cmq su YouTube esistono le altre versioni del video con il viso oscurato.
VIDEO: https://www.youtube.com/watch?v=8YET9DY2X1Q

Quanto ad Andolina, il giorno dopo la puntata si è presentato al comando carabinieri per sporgere una denuncia contro Iacona e Boschin per diffamazione.
 
Si poteva però evitare. Adesso ragioniamoci un po’.
 
1) Andolina fa il medico, e nessuno ha mai trattato la questione dei pagamenti con lui. Non esiste neanche una simile testimonianza.
2) le infusioni erano a pagamento nel 2009, ma se Andolina avesse detto queste parole come mai fino a poco fa Grazia Neri parlava solo bene di lui? Non vi sembra strano dopo un simile consiglio?
3) Se avesse detto queste parole nel 2009 allora sarebbero comparse durante l’interrogatorio e in conseguenza nell’intervista di Grazia Longo. Un particolare così scandaloso lei non avrebbe mai tralasciato.
4) Forse il discorso con padre e Andolina risale al periodo delle infusioni a Brescia? Ma erano gratis!
5) Visto che nei verbali queste parole non ci sono, nell’intervista non ci sono, i rapporti tra Grazia Neri e Andolina fino a poco fa erano ottimi,…. viene a pensare che il discorso telefonico è successo poco fa, cioè DOPO la pseudo intervista Longo. Ma di che pagamento poteva trattarsi allora? Non è che il loro diverbio era proprio quello descritto da Andolina, e il padre di Nicole ha deciso semplicemente vendicarsi al “vada a cagare?” …..
6) Quelli che conoscono Andolina non hanno nessun dubbio della sua onestà. I loro commenti su facebook:  “possono dire qualsiasi cosa ma scrivere di Andolina che parla di soldi è la cosa più assurda”; “Se trovano negli ultimi 35 anni una persona che gli ha dato un euro mi taglio una mano”
 
Ci sono ancora moltissime domande e moltissimi dubbi. Non è che a Nicole fosse stato somministrato anche il cortisone? Il cortisone come si sa annulla l’effetto delle iniezioni....

Riguardo all’anestesia una madre commenta “Comunque anche a mia figlia le prime iniezioni sono state fatte senza anestesia! Era piccola e sentiva poco o nulla, tanto che piangeva un minuto per la posizione scomoda !”

Un opinione di un medico sul botulino: risultato immediato senza pensare al futuro, agisce sul sintomo non sulla causa (motivi economici), si ritarda solo l'intervento di allungamento dei tendini NON SI CURA si fa più danno che altro....

Grazia Neri dice a Presa Diretta che la sua intervista del 2010 era falsa, che ha detto le bugie per salvare la situazione. Ma guardate attentamente questo episodio, prima di rispondere lei abbassa gli occhi e vacilla ...
I processi si vanno nei tribunali, non su Presa Diretta. Durante il processo si valutano prima di tutto la credibilità dei testimoni e tutta questa storia mi lascia moltissimi punti interrogativi. 

Aggiornamento dopo la puntata di Matrix del 26.01.2014

Durante l’intervista padre di bambina Nicola De Matteis ha detto il seguente.

1) La famiglia ha denunciato Stamina per aver diffuso in rete il video con la sua figlia, che non era per la tv;

Da parte di Stamina era un gesto di difesa dopo le accuse nelle puntata di Presa Diretta, per far dimostrare che la famiglia dice le bugie. Il video testimonia i miglioramenti di Nicole e dimostra sua madre spontanea a contenta. Miglioramenti sono confermati anche dai certificati medici. Vannoni conferma che esistono due liberatorie per l’uso del video. Ovviamente, il viso di bambina doveva essere oscurato.

2) Il padre ha detto che la cura non ha fatto niente alla sua figlia e che si sentono presi in giro, che hanno un mutuo ancora da pagare.

Però dal video e dai documenti risulta che almeno all’inizio i miglioramenti sono stati. Il problema è che le iniezioni erano interrotte e riprese solo dopo un anno e mezzo, ormai senza risultati. Si può capire la delusione della famiglia, ma bisogna comunque essere onesti e dire come stanno le cose, non scaricare la rabbia su Stamina. Perché il padre non ha portato alla trasmissione i certificati medici che confermano le sue parole? Se le cure non hanno fatto niente, evidentemente lui abbia anche i certificati? A quanto dichiara Stamina e si è visto nel video, pare che sua figlia abbia ripreso a deglutire e non abbia più crisi epilettiche.
Quanto ai soldi, si sa che le cure private sono a pagamento. Secondo alcuni testimoni in Israele le cure costano circa 150.000 euro per 5 infusioni e un carotaggio cellulare, e fanno firmare un foglio su cui è scritto che non si assicurano risultati.  Si sa che per esempio Bruno Dallapiccola e Generoso D’Andria prendono 300 euro SOLO per guardare un malato.

3) i Nas hanno detto ai genitori che a loro figlia era infuso l’ alcool con le cellule morte. Per l’aggiunta, le cellule morte non erano della sua figlia, ma di qualcun altro, però lui non è certo, non sa se ci sono gli esami.

E’ una valida testimonianza delle bugie e manipolazioni di Nas. Stamina conferma di avere i documenti delle infusioni che smentiscono loro parole.

4) Il padre ha detto che le infusioni potrebbero fare male, ma che spera di no. Da dove sa che possono far male? Hanno detto i scienziati su Rai3.

Dalle parole risulta che le infusioni non hanno fatto male a sua figlia. Di che scienziati su Rai 3 parla? Forse di Bianco e Cattaneo su Persa Diretta? Quelli che non sanno nemmeno che metodo sia, ma sono sicuri però che faccia del male ….

5) Il padre dice: “ non capisco che cosa possa raccontare Vannoni ai genitori che lo difendono”

Ai genitori non conta cosa racconta Vannoni, a loro interessa vedere i miglioramenti dei malati in cura e le testimonianze dei medici, conta soprattutto questo.

6) Il padre ha confermato che Andolina gli abbia detto di mandare sua moglie a battere. Lui purtroppo non ha registrato la chiamata e c’è sua parola contro la parola di Andolina, ma che prima o poi si incontreranno.

Ripeto,  dovrebbe bastare un ragionamento logico per capire che sono le bugie. Dopo questa puntata tutti che conoscono Andolina sono indignati e chiedono di denunciare anche il padre, quello che Andolina non ha fatto per pietà, denunciando solo i giornalisti. Quando il padre dice che prima o poi si incontreranno, non capisco sinceramente cosa gli impedisce di incontrarlo adesso, non prima o poi. Lui sa dove vive Andolina e poteva già da tempo mettersi in viaggio e affrontare il discorso invece di parlare. Si, c’è solo la sua parola contro quella di Andolina, ma in queste circostanze proprio Andolina è credibile, non De Matteis. E’ possibile che senza una prova in mano si possa dire qualsiasi cosa davanti a tutta l’Italia?

Il riassunto dell’intervista del padre di Nicole: Forse mi hanno truffato perché mi hanno detto cosi …..

Commento di Marino Andolina dopo la puntata di Vita In Diretta del 27.01, con lo stesso ospite Nicola De Matteis

Alla Vita in Diretta il signor De Matteis ha irriso alla mia decisione di non querelarlo. Vabbè stavolta lo accontento.
Il brav'uomo cita anche il vomito che la bambina ha presentato dopo la prima iniezione del 2009. Dopo una lombare bisogna tenere il paziente disteso per alcune ore altrimenti dalla piccola ferita della lombare sgocciola liquor e così il cervello si ritrova a secco per qualche giorno, e si vomita finchè il liquor non si riforma. E' successo a due pazienti che non hanno rispettato la mia regola.
Già querelato Iacona, non querelerò Franco Di Mare in quanto ha confermato di essere un giornalista corretto, avendo fatto parlare i buoni ed i cattivi. Per quanto riguarda Telese di Matrix cerco di parlargli per sapere se mi offre la possibilità di ribattere alle accuse di De Matteis. Poi un'altra mattina dai Carabinieri per le querele; avrei altro da fare.

lunedì 13 gennaio 2014

VIVISEZIONE o SA? Link e opinioni

”I ricercatori che si basano sulla sperimentazione animale, non sono principalmente interessati ai progressi in ambito medico, ma semplicemente a redigere più pubblicazioni possibili anche se sono più che inutili.
Agendo in questo modo riescono spesso a ottenere il titolo di professore, ma la vera cele­brità la raggiungeranno al massimo per la loro scarsità di idee e il loro egocentrismo.
Non arriveranno mai ai livelli delle eminenti personalità citate qui di seguito.”
Non dicono che gli esperimenti sugli animali siano inutili (come taluni avranno subito inteso), ma molti si, come dimostrato nell’articolo.

I METODI SOSTITUITIVI “Non sappiamo come estrapolare all’uomo i risultati ottenuti con gli animali”. Prof. John A. Oakes, Professore di Medicina e Farmacologia dell’Università Vanderbilt http://www.limav.org/metodisostitutivi-intro.html

E' DANNOSO E FUORVIANTE COME METODO LA VIVISEZIONE I RISULTATI NON SONO TRASFERIBILI ALL'UOMO http://www.youtube.com/watch?v=7t8DUzOl1_Y


L'Italia da Paese all'avanguardia nella ricerca si sta trasformando nel fanalino di coda del mondo. Mentre altri Paesi, come la Germania, investono nei nuovi e più efficaci metodi di ricerca, da noi la maggior parte delle aziende resta ancorata a metodi da secolo scorso. E' quanto è emerso dalla conferenza che il dottor Massimo Tettamanti, referente scientifico del Ministero della Salute, ha tenuto ad Ivrea. Durante l'incontro, organizzato dal gruppo No Rbm No Vivisezione in collaborazione con Oipa Torino, il dottor Tettamanti ha parlato di due realtà del nostro territorio a confronto, L'Oréal e Rbm. Due scelte diverse, la prima per continuare a crescere (e guadagnare) cruelty free (o quasi), la seconda ancorata al suo passato, con nessun margine di crescita. http://www.youtube.com/watch?v=uhNlltcZeck




LINK:



Aysha Akhtar; The Top 3 Ways Animal Experiments Hurt Humans:

Ancora sulla sperimentazione animale: intervista al Prof. Bruno Fedi:

Vivisezione:Intervista con il dottor Stefano Cagno:

Vivisezione. La scienza del nuovo millennio vs procedure ottocentesche. Lettera aperta al Ministro dell’Istruzione e della Ricerca:

Metodi sostitutivi:

La vivisezione è un delitto umano e divino:

Caso Caterina Simonsen, La risposta del biologo Roberto Cazzolla Gatti:

YouTube:

Vivisezione: errore metodologico - Dott. Massimo Tettamanti

Bruno Fedi - Ragioni Economiche della vivisezione e Colture Cellulari

Bruno Fedi - RISPONDE

Bruno Fedi - Il Methotrexate

Bruno Fedi - Relazione tra Genetica e Farmaci (Aspirina)

Conferenza contro la vivisezione di Bruno Fedi 18/08/2012

Vivisezione, solo business. Alla scienza non serve

Ricerca e vivisezione: due realtà a confronto, L'Oréal e la Rbm

03.02.2012 Intervista con il Dr.Tettamanti

Dr. Thomas Hartung e l'inattendibilità scientifica della vivisezione

Umberto Veronesi - La Coscienza degli Animali - Milano, 13 maggio 2010

RICERCATRICE E MALATA: "LA SPERIMENTAZIONE ANIMALE NON SERVE"
"INACCETTABILI INSULTI E MINACCE, MA ANCHE LE STRUMENTALIZZAZIONI"

No agli insulti e alle minacce, "perché educazione e civiltà sono valori imprescindibili", ma no anche alle "strumentalizzazioni di qualsiasi genere". Lo scrive in una nota - commentando il caso della studentessa di Padova che si è dichiarata "viva grazie alla sperimentazione animale" e perciò è stata offesa su Facebook - la biologa Susanna Penco, ricercatrice presso il dipartimento di Medicina sperimentale dell'Università di Genova, malata di sclerosi multipla da vent'anni e saldamente convinta "che sia proprio la sperimentazione animale ad allontanare le soluzioni e quindi la guarigione per i malati". Il futuro, afferma, è "la medicina personalizzata, che sfrutta le differenze genetiche interindividuali per capire il funzionamento delle malattie umane".

"Ho appreso - scrive la dottoressa Penco - del clamore suscitato in rete dalle affermazioni di una studentessa malata, con la quale condivido la sfortuna di non aver avuto la salute in dotazione. Anche io convivo con una malattia che mi ha costretta a flebo di cortisone, a terapie pesanti, a rinunciare, per esempio, a vivere un sereno Capodanno, o la vigilia di Natale (se mi devo fare una puntura che mi scatena sintomi come la peggiore delle influenze è ovvio che me ne debba stare a casa), in quanto devo sottopormi cronicamente ad una cura fastidiosa, di cui alcuni lavori scientifici, tra l'altro, mettono anche in dubbio l'efficacia. Mi sconfortano le parole offensive verso la studentessa, poiché educazione e civiltà sono valori imprescindibili. Tuttavia, contrariamente a lei, troverei umiliante per me stessa farmi fotografare con una flebo attaccata alla vena: pertanto metto in rete una foto in cui appaio sorridente, anche se molto spesso sono tutt'altro che serena o in salute. Detesto le strumentalizzazioni di qualsiasi genere. Siccome sono malata mi informo, e leggo ad esempio che non ci sono ancora cure per le forme progressive di sclerosi multipla: è un dato di fatto (fonte: AISM)."

"Grazie alle mie conoscenze scientifiche - prosegue la specialista- sono persuasa che, anche per le malattie più agghiaccianti, ossia delle quali non si conoscono le cause e che riducono fortemente la qualità della vita, sia proprio la sperimentazioni sugli animali ad allontanare le soluzioni e la guarigione per i malati. Sono spesso malattie croniche, che costringono i pazienti e le loro famiglie ad una vita drammatica. Inoltre, le terapie sono molto costose per il SSN. Se si abbandonasse un metodo fuorviante - sottolinea la ricercatrice - e ci si concentrasse sull'uomo, i progressi della scienza sarebbero più rapidi ed efficaci: io spero risolutivi". Una via per arrivarci è la donazione degli organi per la ricerca. "D'accordo con i miei parenti - racconta Susanna Penco - ho donato il cervello affinché sia studiato dopo la mia morte. Se c'è un modo di capire le cause, e di guarire anziché curare (guarire gioverebbe ai malati, e anche al bilancio dello Stato, della Sanità, in definitiva dei contribuenti!), dovremmo cominciare a studiare tessuti umani e anche gli organi post mortem. La soluzione migliore è sempre la prevenzione che, finché non sono note le cause, non è attuabile. La dott.ssa Candida Nastrucci, biochimico clinico (DPhil, Università di Oxford, Grant Holder Fondazione Veronesi) , aggiunge che per quanto riguarda le malattie genetiche, non è possibile determinare quali tipi di terapie avremmo potuto sviluppare usando tessuti o cellule derivati da esseri umani o dallo stesso paziente. L'uso di animali potrebbe anche aver rallentato il progresso della ricerca per trovare cure per malattie umane. Il futuro è la medicina personalizzata, che sfrutta le differenze genetiche interindividuali per capire il funzionamento delle malattie umane".
Per queste ragioni negli altri Paesi si investe sui metodi alternativi: per esempio, il National Institutes of Health (NIH) degli Stati Uniti ha finanziato con 6 milioni di dollari un progetto rivoluzionario per la mappatura del toxoma umano, con l'obiettivo di sviluppare test tossicologici per la salute umana e ridurre i test su animali". Insomma, conclude la ricercatrice,"non credo che i rimedi ai mali umani stiano nello studio fatto su esseri viventi diversi da noi: e tutto questo lo vivo sulla mia pelle. La sperimentazione animale può essere anticamera di cocenti delusioni. Ve ne sono molti esempi, anche riguardanti farmaci in commercio".