25.01.2014
Non sopporto i vigliacchi
Ebbene si, cari amici, non sopporto i vigliacchi, quelli che mentono per il proprio tornaconto o semplicemente perchè, avendo cambiato idea o avendo paura, si sono messi a carponi al servizio dei loro capi asservendosi alla menzogna.
Ormai il Corrire della sera sta cavalcando il tema cardiocentro di Lugano e usa il fatto che non si fosse giunti ad una collaborazione con stamina, come prova di una bocciatura ulteriore di Stamina (oltre a quelle illeggittime e a loro volta bocciate in Italia).
Stamina è terribilmente scomoda per tutto il sistema e, quindi, vale qualunque cosa, dagli attacchi personali a quelli sul metodo, pur di liberarsene.
Esiste anche un giornalismo marcio e asservito che urla allo scandalo, inventando notizie e non verificandole, ma spacciandole per certezze.
Vi porto questo esempio non per importanza, in fondo di questi signori e delle loro dichirazioni me ne infischio altamente, ma per dimostrarvi a che punto può spingersi la disonestà delle persone e la complicità dei giornalisti in questa vicenda fondata ormai solo sulle calunnie.
Bene, fummo introdotti al cardiocentro di Lugano dal dr Fulvio Porta degli Spedali Civili di Brescia che pensava a come sviluppare a livello sperimentale la metodica stamina. Ci presentò il dr. Gianni Soldati responsabile del laboratorio per la terapia cellulare del cardiocentro e la dott.ssa Veronica Albertini sua collaboratrice. La nostra idea era di fare una sperimentazione sulla malattia di Niemann Pick con produzione nel loro laboratorio. L'interesse c'era e gli incontri ed i contatti si protrassero fino a maggio 2012 quando l'aifa, bloccando le terapie a Brescia diede il via allo 'scandalo stamina'.
Quando leggo sul corriere a firma di mario pappagallo che una tale Laura Turchetto del cardiocentro e formatasi nella università della Cattaneo, mai vista nè sentita, attacca e insulta raccontando una storia calunniosa e degna di una querela, sento, solo per onestà intellettuale, la necessità di dare una risposta.
Tra le decine di mail scambiate con il cardiocentro che saranno a disposizione dei nostri avvocati per la querela a questa cialtrona ed al suo portavoce del corriere, vi riporto una storia (documentata) che fa capire come sono andate le cose.
Dopo diversi incontri finalizzati alla sperimentazione con produzione presso il loro laboratorio (di gran lunga peggiore di quello di Brescia), ci considerarono talmente 'inconsistenti scientificamente' da chiederci di trattare un loro piccolo paziente nato con una paresi cerebrale infantile.
Questa la mail:
-----Messaggio originale-----
Da: Gianni Soldati
Inviato: lunedì, 23. gennaio 2012 13:25A:
Fulvio Porta; Davide Vannoni
Cc: Albertini Veronica
Oggetto: bambino
Ciao Fulvio e Davide,
vi scrivo in quanto una mamma che ha depositato il cordone di suo figlio vorrebbe usarlo per curare il suo secondo figlio.
Qui vi allego la doc ricevuta. Parlando con Davide mi sembrava che potesse essere possibile dare una possibilità al secondonato usando o il cordone del primogenito oppure proponendo la terapia che voi già fate lì a Brescia.
Vi chiedo se è possibile che questo bambino venga curato così oppure cosa mi suggerite di fare.
Sarò via tutto il resto della settimana ma potete chiamarmi o scrivermi per mail tenedo conto del fuso (NY city).
Grazie
Ciao
Dr. Gianni Soldati
President
Swiss Stem Cell Foundation
Via Tesserete 48
CH-6900 Lugano
Switzerland
Questa la nostra risposta:
-----Messaggio originale-----
Da: Davide Vannoni
Inviato: lunedì, 12. marzo 2012 13:51A:
Albertini Veronica
Oggetto: Re: I: bambino
Gentile dott.ssa, saremo ben lieti di poter aiutare questa famiglia, purtroppo l'ipotesi Brescia è piuttosto remota data la lunghissima lista di attesa ed il numero esiguo di pazienti che possiamo trattare ogni mese. Date le informazioni ricevute da Gianni, questo bambino potrebbe essere il primo trattato come caso compassionevole presso la vostra struttura. A fine mese verrò a lugano (presumibilmente il 27 marzo nel primo pomeriggio) e potrebbe essere quella l'occasione migliore per il nostro incontro. Condivido con lei che il trapianto autologo sarebbe la via migliore (utilizzando neuroblasti prodotti con la nostra metodica).
Ci risentiamo presto per fissare l'incontro.
Cordiali saluti
Davide Vannoni
prof. Davide Vannoni
Professore associato confermato
Università di Udine
Dipartimento di Scienze Umane
via delle Scienze 206
33100 Udine
Il cardiocentro di Lugano a questo punto si attivò con Swiss Medical per ottenere l'autorizzazione alla terapia compassionevole (abbiamo anche quella corrispondenza). Il tutto si bloccò con la risonanza che ottenne l'intervento dei nas e dell'Aifa sugli Spedali Civili di Brescia, lasciando senza speranza il piccolo Adriano. Altro che 'l'ospedale che mise alla porta Vannoni' e le calunnie di Pappagallo e Albertini. Vergonatevi perchè oltre che in malafede siete anche dei VIGLIACCHI.
Concludo questa mail dicendovi che in questo momento sta avvenendo una vera e propria operazione mafiosa contro i malati e la fondazione Stamina, dove i migliori scienziati Italiani (Ricordi, Ferrari) che se ne sono andati, fortunatamente, da questo povero paese vengono insultati e attaccati solo per aver espresso l'interesse a studiare il metodo Stamina, nell'assoluto disprezzo della scienza e dei malati.
Se non si ribellano le famiglie insultate e sbeffeggiate da questo modo ignomignoso di fare, non resterà più nulla di Stamina e della libertà di scelta per le cure compassionevoli.
Il nostro futuro è nelle mani di questa battaglia, oppure il giogo imposto sul collo dei malati continuerà imperterrito a mietere vittime nell'indifferenza più completa e con la complicità delle istituzioni che dovrebbero invece tutelarli. Ricordatevi la scienza e le istituzioni sono al vostro servizio e non viceversa.
Vi allego per pura ilarità questo pezzo del peggior giornalismo di disinformazione, vergogna per tutta la categoria professionale e per una deontologia calpestata. Che l'ordine dei giornalisti prenda provvedimenti o scavi un buco e si seppellisca.
Sono parecchio stufa discutere da mesi con le persone poco informate, che aver letto 2 articoli sulla vicenda di Stamina sono già sicuri di sapere la verità e hanno la presunzione di volerci illuminare. Sono stufa discutere con le persone ottuse, boriose, arroganti e leggere sempre le stesse domande, gli stessi ragionamenti, e se si può argomentare una, due, tre, dieci volte, … alla centesima volta la pazienza finisce. Ho pensato che sarebbe più semplice scrivere quì.
domenica 26 gennaio 2014
mercoledì 22 gennaio 2014
Marcello Villanova
Ogni giorno esce uno
nuovo articolo pieno di bugie sulla vicenda di Stamina. I giornalisti ormai
hanno capito che possono scrivere qualsiasi cretinata infondata senza vergogna
e senza conseguenze, tanto tutto fa brodo. Però mi stupisce quando non sanno fare
nemmeno una semplice ricerca su Google.
Si tratta
dell’articolo di Repubblica.it,
scritta da due (!!!) giornalisti (???) Alberto
Custodero e Vera Schiavazzi,
dove il massimo esperto di sma in Italia, neurologo Marcello Villanova era
definito un fisioterapista con due pubblicazioni. Con lo scopo ben preciso:
sminuire le sue dichiarazioni e certificati dei miglioramenti di pazienti in
cura a Brescia.
Vorrei sapere,
Custodero e Schiavizzi sono pigri, incapaci o disonesti?.....
Come sono riusciti a
scrivere in due, un piccolo articolo di poche righe con tante bugie?
A che scopo queste persone
possono scrivere una frase del genere: “a vaglio della magistratura torinese sono
le posizioni….” ….? Dovrebbero sapere
che non è vero. Erano pigri di alzarsi dal divano per sapere la verità ? …..
Per quelli che
leggono i simili articoli di pseudo giornalisti vorrei dare alcuni informazioni
su Marcello Villanova, uno di migliori medici italiani.
Curriculum
Pubblicazioni (più di 200...)
Comunicato stampa di
ASAMSI
Intervista
a John Bach, esperto mondiale di sma
http://www.asamsi.org/139-intervista-esclusiva-a-john-bach-esperto-mondiale-di-sma.html
Intervista per l'Osservatore d'Italia
http://www.osservatoreitalia.it/index.asp?art=416&arg=1&red=1
Intervista per l'Osservatore d'Italia
http://www.osservatoreitalia.it/index.asp?art=416&arg=1&red=1
Nel 2008 il dott. Villanova, sul sito
distrofici.it, ha scritto questo:
A questo punto, come promesso,
mi prendo la libertà di allegare alcuni cenni riguardo il profilo storico del
problema SMA I in Italia.
Cominciamo con il dire che i
nostri telegiornali hanno speso fiumi di parole per parlare dei volativi che
morivano con l'aviaria, ma non ho mai sentito una notizia riguardo le numerose
morti di bambini con SMA I che noi abbiamo in Italia ogni anno.
La SMA tipo I è la più
frequente dei tre tipi di SMA. Penso che la motivazione sia legata al fatto che
la stragrande maggioranza dei medici pensa che il miglior destino per questi
bimbi sia la morte, non solo, ritengo che la stragrande maggioranza degli
addetti ai lavori non sappia come comportarsi di fronte ad un bimbo con una SMA
I. In effetti se si consultano i libri si legge che i bimbi affetti da SMA tipo
I arrivano al massimo al II° anno di vita, questi libri sono gli stessi che
scrivono che i DMD non superano la seconda decade di vita. Tutto ciò è verissimo
se i bimbi con SMA tipo I o DMD vengono seguiti da quella stragrande
maggioranza di addetti al lavori.
Questa era anche la mia
convinzione fino al 2000. Anch'io abituato ad ascoltare e rispettare alcuni
tromboni universitari ero certo che tutti i bimbi con SMA I morissero durante
il secondo anno di vita.
Un giorno, però, ebbi la
fortuna di conoscere un Professore americano, un certo John Bach, lo conobbi a
Roma nel 2000 durante un convegno Duchenne Parent Project. Io fino ad allora mi
ero occupato, tra le altre cose, anche di ventilazione assistita nei
neuromuscolari, lavoravo con colleghi più anziani di me che mi avevano
insegnato alcuni concetti sulla ventilazione. Fino a quel giorno io ritenevo di
SAPERE come trattare le difficoltà respiratorie di un neuromuscolare.
Bene, quel giorno Bach durante
la sua lezione dimostra dati e fatti che si allontanavano anni luce da quello
che io facevo quotidianamente. I suoi dati erano talmente straordinari che in
un primo momento, anche in considerazione di tutto ciò che era a mia diretta
conoscenza, pensavo che fossero inventati. Ricordo ancora la mia arroganza
(pensavo di sapere più di lui) nel ribattere alle sue affermazioni. Lui
affermava che le SMA tipo I negli USA vivevano anche con ventilazione non
invasiva, lui asseriva che aveva DMD di 40 anni non tracheotomizzati, parlava
di ventilatori volumetrici (noi avevano sempre usato solo ed esclusivamente i
pressumetrici) e tanto altro. Insomma, affermava cose che stravolgevano
completamente la mia linea di pensiero nonché la mia esperienza clinica fino a
quel giorno.
Una cosa che ancor più mi
stravolse fu che lui, subito dopo la conferenza, mi chiese di andare a cena con
lui. Voi immaginate cosa potrebbe succedere in Italia se tu dai quasi del
millantatore ad un luminare universitario, pensate veramente che lui ti inviti
a cena? Anche questo era un suo segno di straordinarietà. Ebbene, durante la
cena lui mi dimostrò come tutto quello che lui asseriva aveva un fondamento
scientifico, non solo aveva conferme viventi che dimostravano la sua teoria.
Quella cena è ancora scolpita nella mia mente, avevo capito che molte cose che
mi avevano insegnato in Italia e fatto mettere in atto riguardo le
problematiche respiratorie associate alle malattie neuromuscolari erano del
tutto sbagliate.
Decisi, allora, di andare da
lui per toccare con mano quello che lui asseriva nelle sue comunicazioni
congressuali. Chiesi anche qualche parere in giro per l'Europa da colleghi
molti famosi nel campo delle malattie muscolari, importanti Professori del
calibro di Dubowitz e Fardeau, conoscevo entrambi e bene, il primo per motivi
di ricerca, il secondo perché con lui avevo lavorato 15 mesi. Loro e diversi
altri, anche numerosi italiani, non fecero altro che ripetermi di non andare da
lui, quello è un pirata, un arrogante, lascia vivere anche i bimbi con SMA tipo
I.. Tuttavia, tutto questo mi convinse ancor più che dovevo andare negli USA
per osservare personalmente cosa il pirata combinava laggiù.
Presi la valigia, nessun
finanziamento, figuriamoci nessuno voleva darti un soldo per andare da Bach, e
partii negli USA. Il Professor Bach mi ospitò a casa sua, questo anche per
farmi risparmiare dei soldi, il dollaro era molto forte sulla lira. Cominciò
così la mia esperienza americana, quella che stravolse il mio modo di pensare
ed agire in seguito in Italia. Vidi SMA tipo I di 15anni, vidi DMD di 42 anni
con ventilazione assistita ormai da più di vent'anni che avevano una vita del
tutto decorosa, nessuno aveva quel buco in gola detto anche tracheotomia. Da
lui capii tante di quelle cose che è impossibile descrivere con brevità in
questo racconto.
Dopo aver trascorso circa 1
mese tornai in Italia carico di entusiasmo. Questo mi passò rapidamente quando
misi piede a Bologna, la collega con la quale avevo lavorato fino ad allora e
che era a tutti gli effetti il mio capo fece di tutto per mandarmi via dal mio
posto di lavoro durante la mia assenza, a suo dire ero molto intraprendente e
parlavo troppo (testuali parole) con i suoi pazienti. Il destino volle che io
rimasi, non solo consolidai una posizione ancora più salda in quel posto (era
la Nigrisoli). Finalmente sentitomi libero di agire e soprattutto di pensare
cominciai ad agire sui pazienti con malattie neuromuscolari mettendo in pratica
tutte le nozioni che avevo imparato negli USA.
Vidi sin da presto che i
risultati erano brillanti, molti ragazzi superavano crisi respiratorie con
estrema facilità. Non solo. Garantivo un'assistenza respiratoria di estrema
qualità. Sempre nel 2000 fui il primo in Italia (se qualche collega vuole
smentirmi lo può fare) a ventilare una piccola bimba con la SMA tipo I il cui
nome era Sara. La Sara è stata la prima bimba italiana ad essere ventilata in
modo assistito e non invasivo con la SMA tipo I. A seguire fu la volta di
Silvia, Maria, Myriam, Cristiano, Marta ecc. ecc..
Non avevo la terapia intensiva
al Nigrisoli, pertanto visita la estrema delicatezza di questi bambini, mi
facevo prestare una stanza dai colleghi di neuropsichiatria infantile
dell'universitàdi Bologna. Purtroppo non ho mai avuto un supporto di tipo
rianimatorio in Bologna nonostante l’abbia cercato con insistenza, questo mi ha
creato un ansia crescente quando avevo a Bologna bimbi con SMA tipo I.
Un giorno successe che la
piccola Sara (bambina di intelligenza unica così come tutti i bimbi con SMA
tipo I), dopo qualche mese di ventilazione assistita e dopo aver trascorso un
periodo abbastanza lungo di benessere ebbe un insufficienza respiratoria acuta
a causa di un’infezione delle vie respiratorie e fu intubata in un ospedale
vicino Milano. Il primario di quell'ospedale dichiarò ai genitori che non c’era
altra via alla morte se non la tracheotomia che per i genitori non volevano
accettare. Fu in quell'occasione che il papà di Sara, un tipo tosto, ebbe modo
di conoscere al Fatenebenefratelli di Milano un certo dr. Marrano, primario del
reparto di rianimazione pediatrica di quell’ospedale. Qualcuno gli aveva detto
che questo medico era sensibile alle metodiche non invasive per i bimbi.
Tuttavia, anche lui, in un primo momento non fece altro che asserire che la
tracheo era la sola soluzione per far continuare a vivere la piccola Sara.
Nonostante ciò diede l’OK al signor Tabaro di parlare con me. Ricordo ancora
quella telefonata, lui rimase un po’ sconvolto da quello che io raccontavo
riguardo il mio viaggio negli USA. Ebbi subito un’ottima impressione di questo
siciliano verace, persona schietta e leale. Lui ASCOLTAVA a differenza di molti
altri che mi avevano chiuso la porta in faccia. Chiesi a lui di accompagnarmi
da Bach perché volevo in tutti i modi avere una spalla per la non invasiva da
un rianimatore in Italia, volevo qualcuno in grado di estubare un bimbo con SMA
tipo I senza tracheotomizzarlo e soprattutto volevo che la Sara fosse estubata
in non invasiva. Acconsentì.
Partimmo insieme da Milano per
Newark. Siamo rimasti alcuni giorni, sufficienti per causare anche a lui uno
stravolgimento del suo pensiero. Il caro Marraro comprese come l’ossigeno, e solo
quello, non poteva costituire la sola terapia in fase post-estubatoria di un
bimbo con SMA tipo I ed i generale per tutti i pazienti con malattie
neuromuscolari con importante compromissione delle funzioni respiratorie. Il
superamento di una desaturazione in un neuromuscolare con solo ossigeno-terapia
rappresenta ancora oggi un dogma per molti pneumologi in Italia. Ancora ricordo
una conferenza sulla SMA tenutasi a Milano (penso fosse il 2001) dove Marrano
con estrema commozione disse che il suo errore per tanti anni era stato quello
di non applicare immediatamente la non invasiva nella fase di post-estubazione.
Sara fu stubata in
ventilazione non invasiva (GRANDE SUCCESSO!!), la prima bimba in Italia con SMA
tipo I stubata in non invasiva. Quindi, esisteva una terza via, oltre a quelle
utilizzate (decesso e tracheo), questa era costituita dalla ventilazione non
invasiva anche applicata in questi piccoli bambini. Negli anni successivi
Marrano ha continuato a lavorare sulla SMA tipo I cercando ancor più di
migliorare il protocollo Bach.
Sono stati anni durissimi, le
tecniche non invasive necessitano di una FKT respiratoria di estrema efficacia
e agli inizi del terzo millennio, vi assicuro, in Italia era tabula rasa
eccetto, forse, pochissimi colleghi che erano almeno a conoscenza
dell’IN-EXSUFFLATOR. Sono stati anni di battaglie con le ASL, ho dovuto
spendere fiumi di parole nonché di lettere per far accettare questi presidi
dalle ASL, basti chiedere alla VIVISOL che in Italia distribuiva tale presidio.
Ricordo di aver trascorso numerose notti insonni nel gestire a distanza crisi
respiratorie in bimbi con la SMA tipo I, anni che hanno colpito anche duramente
la mai vita familiare.
Tra le notti insonni ricordo
quella della Mariangela, bimba con SMA di Bari, che ho trasportato dai confini
con la Francia (si stavano recando a Parigi in auto) a Milano via telefono,
facendo fermare anche i genitori in una farmacia per acquistare una bombola di
ossigeno. Loro volevano assolutamente andare da Marrano o quella di Cristiano
che nessuno (nella sua città toscana) voleva ventilare in modo non invasivo.
Ricordo ancora di essermi recato presso quell’ospedale contro il parere di
tutti i miei colleghi tranne quello dei genitori che avevano chiesto in
Direzione Sanitaria un mio potenziale intervento. Nessuno credeva riguardo la
possibilità che un bimbo di 5 mesi potesse essere ventilato in non invasiva.
Certo è che Cristiano dopo solo 10 minuti ventilava con un ST30 come se
l’avesse sempre avuto, cosa che stupì pneumologi e pediatri di quell’ospedale.
Quante battaglie, tanti
colleghi che ora danno per scontato l’IN-EXSUFFLATOR, le altre tecniche di FKT
respiratoria e che ora, finalmente, le suggeriscono, mi hanno creato enormi
problemi, non solo a me, ma anche alle famiglie. Potrei fornire numerose testimonianze.
Un’altra storia particolare è
la storia di Myriam, una bimba di Bari con una madre con forte credo religioso.
Lei aveva perso già una bimba con Sma tipo I subito dopo aver ricevuto la
tracheotomia. Quando nacque Myriam, gemella di una splendida sorellina sana,
anche per questa fu proposta la tracheo alla prima infezione delle vie
respiratorie. La madre si rifiutò dicendo ai colleghi che avrebbe preferito far
morire la bimba a casa pur di non farla sottoporre alla tracheo. Così prese la
bambina e la portò a casa, tentò di bombardarla di cortisonici ed antibiotici.
Il caso volle che Myriam si riprese e continuò a vivere. In seguito ebbi
l’opportunità di visitarla, cominciò la ventilazione assistita, utilizzò le
tecniche di FKT respiratoria. Così Myriam oggi vive, frequenta la scuola con un
web-cam, ha anche scritto un libro, non vede un ospedale da diversi anni.
Tutto questo per dire:
1) che il dr. Villanova non
vuole passare per bravo, non me ne frega niente, ho scritto questo solo per
dire che i bimbi con la SMA tipo I possono vivere ben oltre il primo anno di
vita come asserisco sempre i DMD hanno lunga vita in mani buone;
2) che un medico non può
sostituirsi a Dio e suggerire ai genitori solo la morte per questi bimbi, come
spesso succede, perché ignora completamente le metodiche di ventilazione
invasive e non invasive;
3) che il genitore deve essere
informato su tutte le possibilità esistenti per mantenere in vita il proprio
figlio, con allegati costi e benefici; lui può anche rifiutarsi di procedere
per alcuna di queste vie, ma deve essere informato e non scoprire queste
possibilità solo dopo la morte del proprio bambino;
4) che la tracheo non deve
essere demonizzata (questo solo per i bimbi con SMA tipo I).
Conosco bimbi con la SMA tipo
I che vivono e sono felici con la tracheo, certo nel terzo millennio sarebbe
preferibile utilizzare tecniche non invasive; queste, ahimè, necessitano di
terapisti estremamente esperti così come di rianimatori preparati che sanno
gestire un paziente neuromuscolare. In questi ultimi anni qualcuno ha cercato
di modificare i dogmi degli anestesisti (voglio ricordare il lavoro del gruppo
del Professor Cutrera, ed in particolare la dr.ssa Chiarini dell’ospedale
Bambin Gesù), così come da qualche mese il dr. OTTONELLO (del Gaslini di
Genova) che non conosco personalmente, ma che mi hanno detto preparato ed
attento su questa tematica o come il dr. BIBAN dell’Università di Verona.
Il dr. Marrano, ahimè, andato
in pensione. La strada, tuttavia, è ancora molto lunga. Io, purtroppo, non ho
terapia intensiva ed in considerazione della necessità di ricoverare questi
bimbi in ambienti idonei non posso ricoverarli, mio malgrado, quando sono molto
piccoli. Insomma, non mi permettono più di fare il pirata, cosa che a mente lucida
condivido, ma che ho contrastato nel periodo successivo al mio ritorno dagli
USA. Io, come spesso mi succede, posso solo consigliare cosa fare, fornire
consigli utili ed indirizzi di ambienti idonei per iniziare la ventilazione non
invasiva. Non mi è più permesso da qualche anno di ricoverare questi bimbi
anche in neuropsichiatria infantile (si sono spaventati molto con la Silvia a
causa di una difficoltà respiratoria in corso di ricovero superata senza
particolari problemi). In effetti per la SMA tipo I i primi due anni di non
invasiva sono estremamente duri per la loro gestione respiratoria in quanto i
bimbi non collaborano molto e questo meriterebbe un equipe di professionisti
vicino casa estremamente preparata, dopo i due anni tutto diventa molto più facile,
le tecniche di FKT manuali e meccaniche sono più semplici da applicare grazie
anche alla loro straordinaria intelligenza.
Molti dei bambini che hanno
aperto la strada alle metodiche non invasive sono ancora in vita, altri sono
volati in cielo. La grande Sara è volata anch’essa in cielo, lei, tuttavia, si
è giocata le sue chance di vita fino all’ultimo istante della sua vita. Io
spero vivamente che il futuro di questi bimbi cambi; occorrerebbero pochi soldi
ed una buona preparazione da parte di molti colleghi per cambiare la vita di
molti bambini e delle loro famiglie. Questi bimbi possono vivere di più anche
oggi, anche senza staminali, ma solo applicando standard di cura ed assistenza
elevati che sono possibili in altri paesi più sviluppati di noi.
E non mi si venga a dire che
la loro qualità di vita è scadente e che è meglio se muoiano, la loro vita è
scadente per noi, non per loro che sono dall’altra parte e che amano anch’essi
assaporare il dono della vita anche se questa potrà essere breve. Non capisco
perché di loro non si parla mai nei TG, forse questo dimostrerebbe la scarsa
efficacia e preparazione di molti dei nostri ospedali in questo specifico
campo. Ritengo che sia un dovere per noi medici lasciare alle famiglie la
scelta del destino dei propri figli dopo averli, però, informati ed in modo
dettagliato su tutto.
Con questo faccio un augurio a
tutte le famiglie con bimbi con SMA tipo I, continuate a combattere, fate
rispettare i diritti dei vostri piccoli, solo questo potrà cambiare l'assistenza
dei vostri piccoli in Italia e se anche decideste di lasciar andare i vostri
figli sappiate che ci sarà rispetto per la vostra decisione.
La cosa più terribile è quella
di scoprire, solo dopo, una potenziale via di vita per loro a voi completamente
sconosciuta fino ad allora. Bene, con questo vi invio cari saluti e scusate se
mi sono dilungato troppo. Avrei voluto scrivere tante altre cose, ma mi
occorreva molto tempo che non ho, almeno in questo momento, forse un giorno
scriverò un libro sulla mia esperienza clinica. Penso di aver vissuto e di
vivere ancora un'esperienza straordinaria. Un ultima cosa, tutte quello che ho
scritto corrisponde al vero
Nicole De Matteis
Una storia
triste e strana. Gli amici su Fb dicono che fino a poco fa Grazia Neri, madre
di Nicole, parlava solo bene di Stamina e di Andolina, e non riescono a capire cosa
è successo. Qualcuno fa un’ipotesi che forse era pagata da qualcuno, … una sua
amica invece dice che Grazia è molto distrutta e che in questo stato d’animo crede
a tutto ciò che le dicono i Nas. Nas hanno detto che Vannoni è un truffatore e
che alla sua figlia erano iniettate le cellule di un’altra bambina, che
potevano portare alle gravi infezioni ….
Cioè dicono le bugie, perché esiste tutta la documentazione che conferma
il contrario, ma forse nello stato d’animo di Grazie si è bastato poco, adesso
lei è molto arrabbiata con Stamina. Non è la prima bugia che i Nas dicono
durante gli interrogatori, agli altri malati abbiano detto che era iniettata la
soluzione fisiologica, a qualcuno che erano le staminali embrionali, e solo per
spingerli a fare la denuncia.
Questo però non
può giustificare le bugie dette su Andolina durante la puntata di Presa Diretta,
è una cosa troppo grave e meschina. E mi dispiace che il giornalista Riccardo
Iacona ha deciso dare il credito a queste parole, quando bastava un semplice
ragionamento logico per smentirle.
La storia di Nicol abbiamo letto la
prima volta nell’ intervista di Grazia Longo. Madre di bambina
si lamentava di soldi spesi e di assenza di miglioramenti. Dopo questa storia
era ripetuta da molti altri giornali e sotto diversi nomi.
Il dott. Andolina, aver saputo
dell’ intervista non ci poteva credere, letteralmente si è rimasto di sasso.
Scrive rammaricato sulla sua pagina di Facebook, spiegando la situazione:
“ Un articolo di Repubblica riporta le parole della madre di una bambina
che ho curato prima a Trieste e che poi ha continuato la cura a Brescia.
Sono parole terribili che mi fanno sospettare che la sofferenza
della signora l’abbia portata a delirare. Questa bambina soffriva degli esiti
di una asfissia neonatale, con spasticità, problemi di deglutizione, e
conseguenti polmoniti da inalazione (mensili) epilessia. Considerato il ritardo
di anni dall’evento che l’ha danneggiata, ero pessimista. Poco dopo la prima
iniezione la bambina aveva ricominciato a deglutire, non aveva più la bava alla
bocca, e deglutiva normalmente. Niente più polmoniti; pare nemmeno convulsioni.
Di obiettivo c’è stata la normalizzazione del “deglutogramma”, esame
radiologico che dimostrava la normalità della deglutizione.
Dopo un paio di iniezioni la terapia fu sospesa, non per colpa
nostra,e la bambina rimase almeno per due anni senza cure. L’entusiasmo della
madre per i risultati, che ha descritto pubblicamente, anche davanti ad una
telecamera, l’ha portata a lottare per riprendere le cure a Brescia. Quando
l’ho incontrata in ospedale per la prima di questa nuova serie di iniezioni, la
signora mi disse che dopo due anni gli effetti della terapia si stava
spegnendo. Da quanto scrive su Repubblica pare evidente che questo nuovo ciclo
non ha dato benefici. La signora cita probabilmente l’opinione di un neurologo
che le ha detto che i miglioramenti (ci sono stati allora?) erano legati alla
naturale maturazione del cervello con l’età. Sarei d’accordo se parlassimo di
effetti maturati nel corso di anni, ma come la mettiamo col miglioramento
osservato dopo un mese a Trieste?
Noi non guariamo tutte le malattie, e non tutti i pazienti in
tutte le diverse situazioni cliniche. Oggi potrei pensare che i danni sofferti
dalla bambina, dopo una così lunga sospensione della terapia, fossero ormai
irreversibili.
La signora può essere perdonata in quanto gravata da anni di
sofferenza; non perdono coloro che hanno sfruttato la sua sofferenza per
gettare fango su una metodica salvavita e sulle speranze di tante famiglie.
Quindi abbiamo capito che esiste
un’ intervista precedente e una video-testimonianza di madre, dove Grazia Neri
racconta dei miglioramenti, e che smentiscono questa sua ultima intervista.
Eccovi l’intervista del 9 giugno del 2010.
http://www.movimentostamina.it/intervista-fasulla/
Un' amica di Grazia scrive ad Andolina: “ Non posso
credere che, nel suo cuore, abbia cambiato l’idea nei Suoi confronti: a me ha
più volte detto della stima che ha per Lei e di quanto abbia fatto per la bambina.
Mi ha descritto, fino ad ottobre, i miglioramenti di Nicole, arrivando a farmi
avere i certificati che li attestano …. e non solo. Dunque non mi spiego quello
che sembra aver dichiarato alla giornalista. Posso pensare solo a due cose: che
la giornalista abbia ricamato abbondantemente sulle parole della signora (e,
vista la giornalista, non mi stupirei), oppure il dolore per i mancati
progressi o peggioramenti della figlia, in una vita intera di lotta e
sofferenza, possa averla condotta in un vicolo cieco in cui non si distingue
più il bene dal male. Solo chi vive questo dolore ogni giorno sa cosa intendo:
certo, non tutti si sarebbero comportati così … ma i momenti di fragilità li
passiamo tutti.”
Dott. Andolina a questo punto
cerca di contattare la famiglia per i chiarimenti, ma il discorso telefonico
con il marito di Grazia si degenera. Sulla pagina di facebook leggiamo lo sfogo del medico:
“Io ho conosciuto cento mamme che hanno perso un figlio e grazie a
loro ho capito che le virtù ed i difetti di una persona non si conoscono quando
le cose vanno bene, ma quando il dolore è estremo.
La signora invece ha azzannato la mano che l’aveva aiutata,
gratuitamente per amore di sua figlia. Mi accusa di aver torturato sua figlia senza
risultato. Ni accusa di non aver fattola lombare in anestesia come fanno a
Brescia, ma allora Nicole “stava morendo” per insufficienza respiratoria e un
piccolo dolore inferiore a quello di una intramuscolare non giustificava il
pericolo di vita da anestesia. Nicole si è dimenata perché veniva tenuta ferma
non per l’iniezione.
Ieri ho avuto il dispiacere di conoscere telefonicamente suo
marito, che oltre a negare i risultati che sua moglie a suo tempo ha
certificato, mi ha accusato di essermi preso dei soldi. Io non mi faccio pagare
da un paziente da almeno 30 anni e per me questa è la peggiore ingiuria. Quando
ho detto al marito che non sono una puttana che di può pagare, lui ha ribadito
che pensava che invece mi fossi fatto pagare. La telefonata si è quindi
conclusa con un mio “vada a cagare”.
Ora la signora mi scrive che la giornalista ha travisatole sue
parole, ma non riesco a perdonare una simile bassezza di comportamento dei due
genitori di una povera bambina, unica innocente.”
Durante la puntata Italia di
Diretta però arriva un colpo di scena. Nello studio c’è la giornalista Grazia
Longo che ha intervistato la madre e Davide Vannoni in video collegamento. E
dallo scambio di battute tra loro diventa chiaro che Grazia Longo non ha mai
intervistato la madre di Nicole, altrimenti l’avrebbe riconosciuta, avendola
vista tre anni prima. Vannoni chiede ancora una volta “Ma Lei l’ha intervistata
o no?” e Longo risponde “Non si preoccupi” con indescrivibile espressione della
faccia. E’una scena che consiglio a vedere a tutti, un vero sketch.
E infatti, questa volta la
conferma arriva anche da Grazia Neri, che scrive nel’sms di non avere mai dato
nessun’ intervista. Eccovi lo scambio di sms tra Neri e Andolina:
Quindi adesso è chiaro che esiste una
denuncia di genitori di Nicole e qualcuno forse ha violato il segreto
istruttorio, qualcuno la voleva spacciare per un’intervista ….
Ma la storia purtroppo non finisce qui. La
famiglia De Matteis era invitata a Presa Diretta e nell’intervista davanti a
tutta l’Italia aggiungono gli altri particolari alle dichiarazioni precedenti.
Il padre di Nicol dichiara di aver chiamato dott. Andolina lamentandosi
che non aveva i soldi per pagare, e dott. Andolina gli avrebbe risposto che sua
moglie potrebbe anche andare a prostituirsi per pagare.
Ripeto, che a Iacona poteva bastare un semplice ragionamento
logico per capire che erano dette delle bugie. Ma il suo scopo non era cercare
la verità, ma solo aggiungere un particolare scandaloso. Mi è piaciuto molto quando
Iacona parlava con grande trasporto della responsabilità dei giornali e la tv,
ma chissa perché Presa Diretta e i giornali come La Stampa sono privi di
qualsiasi responsabilità e pensino di avere dei diritti di mettere in onda e
scrivere qualsiasi cos, anche le bugie, facilmente smentibili (volendo) in 10
minuti. L’onesta intellettuale e vergogna esiste ancora da qualche parte?
Dopo
la puntata di Presa Diretta una delle amiche di Grazia Neri scrive sulla pagina di facebook del dott. Andolina “Tempo fa credevo alla buonafede,
ad un imbroglio della giornalista... oggi credo che il limite del buonsenso sia
stato oltrepassato. Credo che sia giusto arrivare alla verità, perché anche la
rabbia più profonda, anche il dolore più grande, anche un voluto o meno
travisamento delle Sue parole... anche tutto questo messo insieme non puo'
giustificare accuse così pesanti come quelle che Le sono state mosse.”
In risposta all’intervista su Presa Diretta per
smentire le accuse della famiglia, in internet viene messo un video, dove
Vannoni intervista Grazia Neri e dimostra i miglioramenti di Nicol. Grazia
appare spontanea e naturale, non sembra proprio che recita alla richiesta di
Vannoni.
Purtroppo il video era messo senza oscurare
il volto della bambina e i genitori sporgono la denuncia (che per adesso ancora
non è arrivata), e dichiarano di non aver autorizzato la dimostrazione del
video. Vannoni invece replica che esiste non una, ma addirittura due liberatorie.
Ecco il link del video che pare era rimosso,
ma cmq su YouTube esistono le altre versioni del video con il viso oscurato.
VIDEO: https://www.youtube.com/watch?v=8YET9DY2X1Q
Quanto ad Andolina, il giorno dopo la puntata
si è presentato al comando carabinieri per sporgere una denuncia contro Iacona
e Boschin per diffamazione.
Si poteva però evitare. Adesso ragioniamoci
un po’.
1) Andolina fa il medico, e nessuno ha mai
trattato la questione dei pagamenti con lui. Non esiste neanche una simile
testimonianza.
2) le infusioni erano a pagamento nel 2009,
ma se Andolina avesse detto queste parole come mai fino a poco fa Grazia Neri
parlava solo bene di lui? Non vi sembra strano dopo un simile consiglio?
3) Se avesse detto queste parole nel 2009
allora sarebbero comparse durante l’interrogatorio e in conseguenza
nell’intervista di Grazia Longo. Un particolare così scandaloso lei non avrebbe
mai tralasciato.
4) Forse il discorso con padre e Andolina
risale al periodo delle infusioni a Brescia? Ma erano gratis!
5) Visto che nei verbali queste parole non ci
sono, nell’intervista non ci sono, i rapporti tra Grazia Neri e Andolina fino a
poco fa erano ottimi,…. viene a pensare che il discorso telefonico è successo
poco fa, cioè DOPO la pseudo intervista Longo. Ma di che pagamento poteva
trattarsi allora? Non è che il loro diverbio era proprio quello descritto da
Andolina, e il padre di Nicole ha deciso semplicemente vendicarsi al “vada a
cagare?” …..
6) Quelli che conoscono
Andolina non hanno nessun dubbio della sua onestà. I loro commenti su facebook: “possono dire qualsiasi cosa ma scrivere di Andolina
che parla di soldi è la cosa più assurda”; “Se trovano negli ultimi 35 anni una
persona che gli ha dato un euro mi taglio una mano”
Ci sono ancora moltissime domande
e moltissimi dubbi. Non è che a Nicole fosse stato somministrato anche il
cortisone? Il cortisone come si sa annulla l’effetto delle iniezioni....
Riguardo all’anestesia una madre
commenta “Comunque anche a mia figlia le prime iniezioni sono state fatte senza
anestesia! Era piccola e sentiva poco o nulla, tanto che piangeva un minuto per
la posizione scomoda !”
Un
opinione di un medico sul botulino: risultato immediato senza pensare al
futuro, agisce sul sintomo non sulla causa (motivi economici), si ritarda solo
l'intervento di allungamento dei tendini NON SI CURA si fa più danno che
altro....
Grazia
Neri dice a Presa Diretta che la sua intervista del 2010 era falsa, che ha
detto le bugie per salvare la situazione. Ma guardate attentamente questo
episodio, prima di rispondere lei abbassa gli occhi e vacilla ...
I processi si vanno nei
tribunali, non su Presa Diretta. Durante il processo si valutano prima di tutto
la credibilità dei testimoni e tutta questa storia mi lascia moltissimi punti
interrogativi.
Aggiornamento dopo la puntata di Matrix del 26.01.2014
Alla Vita in Diretta il signor De Matteis ha
irriso alla mia decisione di non querelarlo. Vabbè stavolta lo accontento.
Aggiornamento dopo la puntata di Matrix del 26.01.2014
Durante
l’intervista padre di bambina Nicola De Matteis ha detto il seguente.
1) La famiglia ha denunciato Stamina per aver
diffuso in rete il video con la sua figlia, che non era per la tv;
Da parte di
Stamina era un gesto di difesa dopo le accuse nelle puntata di Presa Diretta,
per far dimostrare che la famiglia dice le bugie. Il video testimonia i
miglioramenti di Nicole e dimostra sua madre spontanea a contenta.
Miglioramenti sono confermati anche dai certificati medici. Vannoni conferma
che esistono due liberatorie per l’uso del video. Ovviamente, il viso di
bambina doveva essere oscurato.
2) Il padre ha detto che la cura non ha fatto
niente alla sua figlia e che si sentono presi in giro, che hanno un mutuo
ancora da pagare.
Però dal
video e dai documenti risulta che almeno all’inizio i miglioramenti sono stati.
Il problema è che le iniezioni erano interrotte e riprese solo dopo un anno e
mezzo, ormai senza risultati. Si può capire la delusione della famiglia, ma
bisogna comunque essere onesti e dire come stanno le cose, non scaricare la
rabbia su Stamina. Perché il padre non ha portato alla trasmissione i
certificati medici che confermano le sue parole? Se le cure non hanno fatto
niente, evidentemente lui abbia anche i certificati? A quanto dichiara Stamina
e si è visto nel video, pare che sua figlia abbia ripreso a deglutire e non
abbia più crisi epilettiche.
Quanto
ai soldi, si sa che le cure private sono a pagamento. Secondo alcuni testimoni
in Israele le cure costano circa 150.000
euro per 5 infusioni e un carotaggio cellulare, e fanno firmare un foglio su
cui è scritto che non si assicurano risultati. Si sa che per esempio Bruno Dallapiccola e
Generoso D’Andria prendono 300 euro SOLO per guardare un malato.
3) i Nas hanno detto ai genitori che a loro
figlia era infuso l’ alcool con le cellule morte. Per l’aggiunta, le cellule
morte non erano della sua figlia, ma di qualcun altro, però lui non è certo,
non sa se ci sono gli esami.
E’ una
valida testimonianza delle bugie e manipolazioni di Nas. Stamina conferma di
avere i documenti delle infusioni che smentiscono loro parole.
4) Il padre ha detto che le infusioni
potrebbero fare male, ma che spera di no. Da dove sa che possono far male?
Hanno detto i scienziati su Rai3.
Dalle parole
risulta che le infusioni non hanno fatto male a sua figlia. Di che scienziati
su Rai 3 parla? Forse di Bianco e Cattaneo su Persa Diretta? Quelli che non
sanno nemmeno che metodo sia, ma sono sicuri però che faccia del male ….
5) Il padre dice: “ non capisco che cosa
possa raccontare Vannoni ai genitori che lo difendono”
Ai genitori
non conta cosa racconta Vannoni, a loro interessa vedere i miglioramenti dei
malati in cura e le testimonianze dei medici, conta soprattutto questo.
6) Il padre ha confermato che Andolina gli
abbia detto di mandare sua moglie a battere. Lui purtroppo non ha registrato la
chiamata e c’è sua parola contro la parola di Andolina, ma che prima o poi si
incontreranno.
Ripeto, dovrebbe bastare un ragionamento logico per
capire che sono le bugie. Dopo questa puntata tutti che conoscono Andolina sono
indignati e chiedono di denunciare anche il padre, quello che Andolina non ha
fatto per pietà, denunciando solo i giornalisti. Quando il padre dice che prima
o poi si incontreranno, non capisco sinceramente cosa gli impedisce di
incontrarlo adesso, non prima o poi. Lui sa dove vive Andolina e poteva già da
tempo mettersi in viaggio e affrontare il discorso invece di parlare. Si, c’è solo
la sua parola contro quella di Andolina, ma in queste circostanze proprio
Andolina è credibile, non De Matteis. E’ possibile che senza una prova in mano
si possa dire qualsiasi cosa davanti a tutta l’Italia?
Il
riassunto dell’intervista del padre di Nicole: Forse mi hanno truffato perché
mi hanno detto cosi …..
Commento di Marino
Andolina dopo la puntata di Vita In Diretta del 27.01, con lo stesso ospite
Nicola De Matteis
Il brav'uomo cita anche il vomito che la bambina
ha presentato dopo la prima iniezione del 2009. Dopo una lombare bisogna tenere
il paziente disteso per alcune ore altrimenti dalla piccola ferita della
lombare sgocciola liquor e così il cervello si ritrova a secco per qualche
giorno, e si vomita finchè il liquor non si riforma. E' successo a due pazienti
che non hanno rispettato la mia regola.
Già querelato Iacona, non querelerò Franco Di Mare in quanto ha confermato di essere un giornalista corretto, avendo fatto parlare i buoni ed i cattivi. Per quanto riguarda Telese di Matrix cerco di parlargli per sapere se mi offre la possibilità di ribattere alle accuse di De Matteis. Poi un'altra mattina dai Carabinieri per le querele; avrei altro da fare.
Già querelato Iacona, non querelerò Franco Di Mare in quanto ha confermato di essere un giornalista corretto, avendo fatto parlare i buoni ed i cattivi. Per quanto riguarda Telese di Matrix cerco di parlargli per sapere se mi offre la possibilità di ribattere alle accuse di De Matteis. Poi un'altra mattina dai Carabinieri per le querele; avrei altro da fare.
lunedì 13 gennaio 2014
VIVISEZIONE o SA? Link e opinioni
”I ricercatori che si
basano sulla sperimentazione animale, non sono principalmente interessati ai
progressi in ambito medico, ma semplicemente a redigere più pubblicazioni
possibili anche se sono più che inutili.
Agendo in questo modo riescono spesso a ottenere il titolo di professore, ma la vera celebrità la raggiungeranno al massimo per la loro scarsità di idee e il loro egocentrismo.
Non arriveranno mai ai livelli delle eminenti personalità citate qui di seguito.”
Non dicono che gli esperimenti sugli animali siano inutili (come taluni avranno subito inteso), ma molti si, come dimostrato nell’articolo.
Agendo in questo modo riescono spesso a ottenere il titolo di professore, ma la vera celebrità la raggiungeranno al massimo per la loro scarsità di idee e il loro egocentrismo.
Non arriveranno mai ai livelli delle eminenti personalità citate qui di seguito.”
Non dicono che gli esperimenti sugli animali siano inutili (come taluni avranno subito inteso), ma molti si, come dimostrato nell’articolo.
I METODI SOSTITUITIVI
“Non sappiamo come estrapolare all’uomo i risultati ottenuti con gli animali”.
Prof. John A. Oakes, Professore di Medicina e Farmacologia dell’Università
Vanderbilt http://www.limav.org/metodisostitutivi-intro.html
E' DANNOSO E FUORVIANTE
COME METODO LA VIVISEZIONE I RISULTATI NON SONO TRASFERIBILI ALL'UOMO http://www.youtube.com/watch?v=7t8DUzOl1_Y
L'Italia da Paese
all'avanguardia nella ricerca si sta trasformando nel fanalino di coda del
mondo. Mentre altri Paesi, come la Germania, investono nei nuovi e più efficaci
metodi di ricerca, da noi la maggior parte delle aziende resta ancorata a
metodi da secolo scorso. E' quanto è emerso dalla conferenza che il dottor
Massimo Tettamanti, referente scientifico del Ministero della Salute, ha tenuto
ad Ivrea. Durante l'incontro, organizzato dal gruppo No Rbm No Vivisezione in
collaborazione con Oipa Torino, il dottor Tettamanti ha parlato di due realtà
del nostro territorio a confronto, L'Oréal e Rbm. Due scelte diverse, la prima
per continuare a crescere (e guadagnare) cruelty free (o quasi), la seconda
ancorata al suo passato, con nessun margine di crescita. http://www.youtube.com/watch?v=uhNlltcZeck
LINK:
Aysha Akhtar; The Top 3 Ways Animal Experiments Hurt
Humans:
Ancora sulla
sperimentazione animale: intervista al Prof. Bruno Fedi:
Vivisezione:Intervista
con il dottor Stefano Cagno:
Vivisezione.
La scienza del nuovo millennio vs procedure ottocentesche. Lettera aperta al
Ministro dell’Istruzione e della Ricerca:
Metodi
sostitutivi:
La
vivisezione è un delitto umano e divino:
Caso
Caterina Simonsen, La risposta del biologo Roberto Cazzolla Gatti:
YouTube:
Vivisezione:
errore metodologico - Dott. Massimo Tettamanti
Bruno Fedi -
Ragioni Economiche della vivisezione e Colture Cellulari
Bruno Fedi -
RISPONDE
Bruno Fedi -
Il Methotrexate
Bruno Fedi -
Relazione tra Genetica e Farmaci (Aspirina)
Conferenza
contro la vivisezione di Bruno Fedi 18/08/2012
Vivisezione,
solo business. Alla scienza non serve
Ricerca e
vivisezione: due realtà a confronto, L'Oréal e la Rbm
03.02.2012
Intervista con il Dr.Tettamanti
Dr. Thomas
Hartung e l'inattendibilità scientifica della vivisezione
Umberto
Veronesi - La Coscienza degli Animali - Milano, 13 maggio 2010
RICERCATRICE E MALATA: "LA SPERIMENTAZIONE ANIMALE NON SERVE"
"INACCETTABILI INSULTI E MINACCE, MA ANCHE LE STRUMENTALIZZAZIONI"
No agli insulti e alle minacce, "perché educazione e civiltà sono valori imprescindibili", ma no anche alle "strumentalizzazioni di qualsiasi genere". Lo scrive in una nota - commentando il caso della studentessa di Padova che si è dichiarata "viva grazie alla sperimentazione animale" e perciò è stata offesa su Facebook - la biologa Susanna Penco, ricercatrice presso il dipartimento di Medicina sperimentale dell'Università di Genova, malata di sclerosi multipla da vent'anni e saldamente convinta "che sia proprio la sperimentazione animale ad allontanare le soluzioni e quindi la guarigione per i malati". Il futuro, afferma, è "la medicina personalizzata, che sfrutta le differenze genetiche interindividuali per capire il funzionamento delle malattie umane".
"Ho appreso - scrive la dottoressa Penco - del clamore suscitato in rete dalle affermazioni di una studentessa malata, con la quale condivido la sfortuna di non aver avuto la salute in dotazione. Anche io convivo con una malattia che mi ha costretta a flebo di cortisone, a terapie pesanti, a rinunciare, per esempio, a vivere un sereno Capodanno, o la vigilia di Natale (se mi devo fare una puntura che mi scatena sintomi come la peggiore delle influenze è ovvio che me ne debba stare a casa), in quanto devo sottopormi cronicamente ad una cura fastidiosa, di cui alcuni lavori scientifici, tra l'altro, mettono anche in dubbio l'efficacia. Mi sconfortano le parole offensive verso la studentessa, poiché educazione e civiltà sono valori imprescindibili. Tuttavia, contrariamente a lei, troverei umiliante per me stessa farmi fotografare con una flebo attaccata alla vena: pertanto metto in rete una foto in cui appaio sorridente, anche se molto spesso sono tutt'altro che serena o in salute. Detesto le strumentalizzazioni di qualsiasi genere. Siccome sono malata mi informo, e leggo ad esempio che non ci sono ancora cure per le forme progressive di sclerosi multipla: è un dato di fatto (fonte: AISM)."
"Grazie alle mie conoscenze scientifiche - prosegue la specialista- sono persuasa che, anche per le malattie più agghiaccianti, ossia delle quali non si conoscono le cause e che riducono fortemente la qualità della vita, sia proprio la sperimentazioni sugli animali ad allontanare le soluzioni e la guarigione per i malati. Sono spesso malattie croniche, che costringono i pazienti e le loro famiglie ad una vita drammatica. Inoltre, le terapie sono molto costose per il SSN. Se si abbandonasse un metodo fuorviante - sottolinea la ricercatrice - e ci si concentrasse sull'uomo, i progressi della scienza sarebbero più rapidi ed efficaci: io spero risolutivi". Una via per arrivarci è la donazione degli organi per la ricerca. "D'accordo con i miei parenti - racconta Susanna Penco - ho donato il cervello affinché sia studiato dopo la mia morte. Se c'è un modo di capire le cause, e di guarire anziché curare (guarire gioverebbe ai malati, e anche al bilancio dello Stato, della Sanità, in definitiva dei contribuenti!), dovremmo cominciare a studiare tessuti umani e anche gli organi post mortem. La soluzione migliore è sempre la prevenzione che, finché non sono note le cause, non è attuabile. La dott.ssa Candida Nastrucci, biochimico clinico (DPhil, Università di Oxford, Grant Holder Fondazione Veronesi) , aggiunge che per quanto riguarda le malattie genetiche, non è possibile determinare quali tipi di terapie avremmo potuto sviluppare usando tessuti o cellule derivati da esseri umani o dallo stesso paziente. L'uso di animali potrebbe anche aver rallentato il progresso della ricerca per trovare cure per malattie umane. Il futuro è la medicina personalizzata, che sfrutta le differenze genetiche interindividuali per capire il funzionamento delle malattie umane".
Per queste ragioni negli altri Paesi si investe sui metodi alternativi: per esempio, il National Institutes of Health (NIH) degli Stati Uniti ha finanziato con 6 milioni di dollari un progetto rivoluzionario per la mappatura del toxoma umano, con l'obiettivo di sviluppare test tossicologici per la salute umana e ridurre i test su animali". Insomma, conclude la ricercatrice,"non credo che i rimedi ai mali umani stiano nello studio fatto su esseri viventi diversi da noi: e tutto questo lo vivo sulla mia pelle. La sperimentazione animale può essere anticamera di cocenti delusioni. Ve ne sono molti esempi, anche riguardanti farmaci in commercio".
"INACCETTABILI INSULTI E MINACCE, MA ANCHE LE STRUMENTALIZZAZIONI"
No agli insulti e alle minacce, "perché educazione e civiltà sono valori imprescindibili", ma no anche alle "strumentalizzazioni di qualsiasi genere". Lo scrive in una nota - commentando il caso della studentessa di Padova che si è dichiarata "viva grazie alla sperimentazione animale" e perciò è stata offesa su Facebook - la biologa Susanna Penco, ricercatrice presso il dipartimento di Medicina sperimentale dell'Università di Genova, malata di sclerosi multipla da vent'anni e saldamente convinta "che sia proprio la sperimentazione animale ad allontanare le soluzioni e quindi la guarigione per i malati". Il futuro, afferma, è "la medicina personalizzata, che sfrutta le differenze genetiche interindividuali per capire il funzionamento delle malattie umane".
"Ho appreso - scrive la dottoressa Penco - del clamore suscitato in rete dalle affermazioni di una studentessa malata, con la quale condivido la sfortuna di non aver avuto la salute in dotazione. Anche io convivo con una malattia che mi ha costretta a flebo di cortisone, a terapie pesanti, a rinunciare, per esempio, a vivere un sereno Capodanno, o la vigilia di Natale (se mi devo fare una puntura che mi scatena sintomi come la peggiore delle influenze è ovvio che me ne debba stare a casa), in quanto devo sottopormi cronicamente ad una cura fastidiosa, di cui alcuni lavori scientifici, tra l'altro, mettono anche in dubbio l'efficacia. Mi sconfortano le parole offensive verso la studentessa, poiché educazione e civiltà sono valori imprescindibili. Tuttavia, contrariamente a lei, troverei umiliante per me stessa farmi fotografare con una flebo attaccata alla vena: pertanto metto in rete una foto in cui appaio sorridente, anche se molto spesso sono tutt'altro che serena o in salute. Detesto le strumentalizzazioni di qualsiasi genere. Siccome sono malata mi informo, e leggo ad esempio che non ci sono ancora cure per le forme progressive di sclerosi multipla: è un dato di fatto (fonte: AISM)."
"Grazie alle mie conoscenze scientifiche - prosegue la specialista- sono persuasa che, anche per le malattie più agghiaccianti, ossia delle quali non si conoscono le cause e che riducono fortemente la qualità della vita, sia proprio la sperimentazioni sugli animali ad allontanare le soluzioni e la guarigione per i malati. Sono spesso malattie croniche, che costringono i pazienti e le loro famiglie ad una vita drammatica. Inoltre, le terapie sono molto costose per il SSN. Se si abbandonasse un metodo fuorviante - sottolinea la ricercatrice - e ci si concentrasse sull'uomo, i progressi della scienza sarebbero più rapidi ed efficaci: io spero risolutivi". Una via per arrivarci è la donazione degli organi per la ricerca. "D'accordo con i miei parenti - racconta Susanna Penco - ho donato il cervello affinché sia studiato dopo la mia morte. Se c'è un modo di capire le cause, e di guarire anziché curare (guarire gioverebbe ai malati, e anche al bilancio dello Stato, della Sanità, in definitiva dei contribuenti!), dovremmo cominciare a studiare tessuti umani e anche gli organi post mortem. La soluzione migliore è sempre la prevenzione che, finché non sono note le cause, non è attuabile. La dott.ssa Candida Nastrucci, biochimico clinico (DPhil, Università di Oxford, Grant Holder Fondazione Veronesi) , aggiunge che per quanto riguarda le malattie genetiche, non è possibile determinare quali tipi di terapie avremmo potuto sviluppare usando tessuti o cellule derivati da esseri umani o dallo stesso paziente. L'uso di animali potrebbe anche aver rallentato il progresso della ricerca per trovare cure per malattie umane. Il futuro è la medicina personalizzata, che sfrutta le differenze genetiche interindividuali per capire il funzionamento delle malattie umane".
Per queste ragioni negli altri Paesi si investe sui metodi alternativi: per esempio, il National Institutes of Health (NIH) degli Stati Uniti ha finanziato con 6 milioni di dollari un progetto rivoluzionario per la mappatura del toxoma umano, con l'obiettivo di sviluppare test tossicologici per la salute umana e ridurre i test su animali". Insomma, conclude la ricercatrice,"non credo che i rimedi ai mali umani stiano nello studio fatto su esseri viventi diversi da noi: e tutto questo lo vivo sulla mia pelle. La sperimentazione animale può essere anticamera di cocenti delusioni. Ve ne sono molti esempi, anche riguardanti farmaci in commercio".
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