Tre storie, così diverse e così
uguali,….. tutte piene di bugie. Se
ultimamente queste storie (accadute nel 2008) chissa perché l’ennesima volta vengono
tirate fuori, facendo parte di un processo mediatico senza contraddittoria, penso
che sia giusto dare la voce anche alla controparte e riportare gli altri fatti.
Tutte tre
storie ci ha riportato La Stampa e sono scritte da Niccolò Zancan. Per quanto
mi risulta a La Stampa è stata già fatta la richiesta di danni per la
diffamazione e diffusione delle bugie.
Niccolò
Zancan è un figlio di un noto penalista torinese, amico di Guariniello. Quindi
è chiaro che l’autore non può essere obiettivo e esprime la posizione del gip. Non
sempre però la verità sta da parte del gip, come appunto anche in questo caso.
Carmine Vona. Il fatto risale ad ottobre del 2008.
Carmine Vona fece una sola iniezione in una clinica dotata da una sala
operatoria e sala rianimazione, autorizzata dallo stato di San Marino, il cui
direttore sanitario è il primario all’ospedale pubblico di San Marino. Il presunto "l'uomo
delle pulizie" intervenuto per aiutare il medico che faceva l’infusione è un
infermiere specializzato dell’ospedale di Rimini che lavorava nella clinica.
Le staminali
non hanno peggiorato la condizione del salute di Carmine Vona. La crisi
epilettica che dice di aver avuto non ha nulla a che fare con le cellule
staminali. Carmine Vona non ha pagato nulla e ci sono i testimoni che lo
confermano.
Esiste la perizia legale che smentisce i presunti danni subiti da Carmine Vona, non guasterebbe che giornalisti (Zancan, Iacona e altri) prima di tirare in ballo la sua storia informassero meglio.
Esiste la perizia legale che smentisce i presunti danni subiti da Carmine Vona, non guasterebbe che giornalisti (Zancan, Iacona e altri) prima di tirare in ballo la sua storia informassero meglio.
Riguardo alla sua storia vorrei riportare le parole di Marino Andolina.
“Desidero segnalare l’attendibilità di uno dei testimoni che appare nel Promo della trasmissione (SB: Presa Diretta). Questo signore ........ ha avuto un evento negativo legato alla sua malattia e non alle cellule, ma è anche quello che mi ha denunciato, assieme a Vannoni per truffa. Mi permetto di rilevare che in quel periodo non conoscevo nemmeno Vannoni e mai avevo visto il tal signore.”
Una delle paziente
interrogate ha mandato una lettera al procuratore Caselli e a Stamina, dove
scrive che gli interrogatori sono stati una farsa. I Nas durante gli
interrogatori ai pazienti hanno detto che l’iniezione consisteva in sola
soluzione fisiologica.
Zancan nel
suo articolo scrive che le denunce sono 62, però non poteva non sapere che non
è vero. Le denunce sono contro la società di San Marino che utilizzava un
laboratorio farmaceutico e sono di 4 pazienti su 70 trattati, quattro che
dicono di non aver avuto dei benefici. Uno di questi 4 però ha richiesto la
prescrizione per riprendere le cure a Brescia. Oltre 4 denunce sono anche 5
lettere di supplica per riprendere le cure, archiviate come denunce (una del pm
piemontese). Con quale scopo Zancan scrive che le denunce sono 62? Forse per
far aderire gli altri 66 pazienti che si sono rifiutati di denunciare Stamina
in quanto hanno ottenuto dei benefici, benefici d evidenti e documentati.
Ma la
fantasia di alcuni giornalisti non ha limiti. Sulla stessa La Stampa
Massimiliano Peggio scrive che ci sono 62 morti, confondendoli con le persone interrogate.
Sembra che La Stampa vuole ottenere il primo posto nella categoria di
giornali-spazzatura.
Aggiornamento
dopo la puntata di Matrix del 19.01.2014
Colpo
di scena. Vona ha ammesso che non ha pagato nulla e che la crisi epilettica non
sa se dipendeva dalle staminali
Tutte le
altre interviste di Vona però affermavano il contrario. Anche Riccardo Iacona nella puntata di Presa Diretta, parlando di
Vona che va a Carmagnola dice queste esatte parole “e paga lui!” …….
Quanto alla
crisi epilettica, non c’è assolutamente nessun collegamento col le infusioni
delle staminali. Anzi, nei casi di malati trattati le crisi epilettiche
drasticamente diminuiscono dopo le infusioni. Molti bambini dopo la seconda
infusione non hanno più le crisi epilettiche. Nel suo caso potevano essere
dovute anche allo stress, al viaggio, soprattutto se dopo l’ictus.
Vannoni nella
puntata ha spiegato che nel caso di Vona i miglioramenti non c’erano perché lui
ha interrotto la terapia dopo la prima infusione, invece di fare cinque.
A quanto
pare il quadro accusatorio da parte di Vona è praticamente crollato.
Una truffa viene definita tale se qualcuno intasca denaro illecitamente
senza rendere nulla in cambio. Vona ha
dichiarato a Matrix di non aver pagato nulla e di non sapere se il suo
malessere potesse essere dipeso dall'infusione, non ha neanche un certificato
medico che comprovi tale ipotesi.
Claudio Font. Morto di polmonite ab
ingestis a gennaio del 2009 dopo un anno dalla seconda e ultima infusione. Il
suo cognato avvocato ha fatto la denuncia a Stamina (che non c'entrava nulla) e
all'ospedale di ciriè dove era stato ricoverato (e che non gli aveva dato gli
antibiotici). Il procedimento era archiviato dopo i risultati di autopsia (anche
cerebrale), in quanto non si è
riscontrata alcuna causa riconducibile alle staminali
Umberto Mattavelli. Luca Pani in diretta tv ha accusato
Vannoni di morte di Umberto Mattavelli, però penso che il Direttore Generale
dell'AIFA dovrebbe essere
più serio, misurare bene le parole e non affermare le cose non provate e assurde.
Umberto Mattavelli era morto nel 2012 di polmonite, e la sua morte non ha
niente a che fare con le infusioni. Se non viene dimostrata correlazione
morte-infusioni le accuse di morte sono assolutamente infondate, spero che
questo capisce chiunque. Per fortuna che nessuno tra pazienti era morto in incidente stradale, altrimenti,
con la stessa logica si poteva affermare che era sotto gli effetti di staminali
e non era in grado di guidare la macchina. Insomma, basta essere in mala fede e
si può dire tutto e di più.
L’intervista di moglie di Mattavelli riporta
molte grave accuse contro Stamina, ma assolutamente senza alcuna prova.
La cosa strana è che
nei verbali dell’interrogatorio e nell’intervista la questione dei pagamenti
risulta completamente diversa. Nell’intervista la moglie di Mattavelli dice di aver pagato alla segretaria
di Vannoni in nero e si tratta di somma di 50.000 euro in totale. Nei verbali
dell’interrogatorio Umberto Mattavelli dichiara di aver pagato 20.000 euro e
dichiara di avere le fatture. Non penso che se avessi pagato veramente 50.00
euro avrebbe avuto la paura a dichiaralo ai carabinieri! Secondo me fa fede
quanto da lui dichiarato, che non corrisponde assolutamente con quanto detto
dalla moglie.
Quindi da dove spuntano 30.000 euro? Mi
sembra sinceramente strano pensare che qualcuno possa dare una simile cifra in
nero senza alcuna ricevuta, ma almeno quella che sono dati in beneficenza, donazione,
ma almeno qualcosa, almeno contro qualche straccio di carta! Si può forse dare
10-20 euro senza ricevuta, ma scusate non una cifra più grande! E se moglie comunque
insiste a dire di averli pagati, allora possiamo fare le ipotesi che lei adesso
cerca solo di sfruttare la situazione per riavere i soldi con profitto.
La risposta di Davide Vannoni riguardo alla vicenda di Mattavelli:
Il sig. Umberto Mattavelli, entrato in cura a Brescia ed
arrivato in condizioni terminali (nei primi mesi del 2012) è mancato 15 giorni
dopo la prima infusione a causa di una POLMONITE. Nulla a che fare con le
cellule staminali (che iniziano a dare risultati dopo circa 1 mese
dall'infusione). Il sig Umberto era già stato in cura nel 2008 a causa di una
grave forma di Atrofia Multisitemica. Questa la testimonianza di sua moglie
pubblicata nel 2010 nel sito comitato-staminali.it.
http:// www.comitato-staminali.it/ 2010/06/ proseguire-la-terapia-con-l e-staminali.html
Purtroppo la terapia fu interrotta dal blocco fatto a Trieste dai Nas di Torino inviati dal dott. Guariniello e la malattia dopo un po di mesi ha ripreso a progredire (vi ricordo che è una delle malattie neurodegenerative piú aggressive). Abbiamo seguito l'agonia di Umberto passo dopo passo, sentendoci con sua moglie e con lui direttamente per tutto il tempo che è intercorso tra la sospensione forzata della terapia e la ripresa di quell'unica iniezione che ha potuto fare a Brescia, ma che è arrivata troppo tardi.
Chi ha ucciso, quindi, Umberto?
Lascio a voi la risposta e al dott. Luca Pani e ai giornalisti che ne riprendono in modo acritico le affermazioni dico che è vergognoso strumentalizzare la morte di una persona cercando di usarla per gettare discredito su Stamina. Nessuno, dall'ultimo degli inquirenti (che peraltro già mesi fa hanno raccolto i certificati di morte di Umberto e le relative cause), ai giornalisti complici, al direttore generle del più potente ente italiano, possono permettersi di usare la morte delle persone per far passare concetti falsi e screditanti, sapendo di mentire. VERGONATEVI
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Purtroppo la terapia fu interrotta dal blocco fatto a Trieste dai Nas di Torino inviati dal dott. Guariniello e la malattia dopo un po di mesi ha ripreso a progredire (vi ricordo che è una delle malattie neurodegenerative piú aggressive). Abbiamo seguito l'agonia di Umberto passo dopo passo, sentendoci con sua moglie e con lui direttamente per tutto il tempo che è intercorso tra la sospensione forzata della terapia e la ripresa di quell'unica iniezione che ha potuto fare a Brescia, ma che è arrivata troppo tardi.
Chi ha ucciso, quindi, Umberto?
Lascio a voi la risposta e al dott. Luca Pani e ai giornalisti che ne riprendono in modo acritico le affermazioni dico che è vergognoso strumentalizzare la morte di una persona cercando di usarla per gettare discredito su Stamina. Nessuno, dall'ultimo degli inquirenti (che peraltro già mesi fa hanno raccolto i certificati di morte di Umberto e le relative cause), ai giornalisti complici, al direttore generle del più potente ente italiano, possono permettersi di usare la morte delle persone per far passare concetti falsi e screditanti, sapendo di mentire. VERGONATEVI
Cari
lettori, I PROCESSI SI FANNO IN TRIBUNALE! Là che si portano le prove, i
documenti e le testimonianze, là durante il dibattimento esce fuori la verità,
NON sui giornali! Ma a quanto
pare al giornalista Niccolò Zancan questo concetto è completamente sconosciuto,
oltre molti altri come: la presunzione d’innocenza, obiettività, il segreto
istruttorio …. etc.
Cerchiamo di
non dimenticare i casi più clamorosi di cronaca recente! Se avessero dato la
condanna di Amanda Knox all’opinione pubblica e ai giornali, lei sarebbe stata già
linciata. Non dimentichiamo che ha passato 4 anni in carcere da innocente. E
gli esempi come questo sono moltissimi. Ma capisco che i tempi sono duri, e
anche i giornalisti vogliono mangiare…. E tra verità e fame prevale la fame.