Sono parecchio stufa discutere da mesi con le persone poco informate, che aver letto 2 articoli sulla vicenda di Stamina sono già sicuri di sapere la verità e hanno la presunzione di volerci illuminare. Sono stufa discutere con le persone ottuse, boriose, arroganti e leggere sempre le stesse domande, gli stessi ragionamenti, e se si può argomentare una, due, tre, dieci volte, … alla centesima volta la pazienza finisce. Ho pensato che sarebbe più semplice scrivere quì.

giovedì 9 gennaio 2014

Carmine Vona, Claudio Font e Umberto Mattavelli

Tre storie, così diverse e così uguali,…..  tutte piene di bugie. Se ultimamente queste storie (accadute nel 2008) chissa perché l’ennesima volta vengono tirate fuori, facendo parte di un processo mediatico senza contraddittoria, penso che sia giusto dare la voce anche alla controparte e riportare gli altri fatti.

Tutte tre storie ci ha riportato La Stampa e sono scritte da Niccolò Zancan. Per quanto mi risulta a La Stampa è stata già fatta la richiesta di danni per la diffamazione e diffusione delle bugie.
Niccolò Zancan è un figlio di un noto penalista torinese, amico di Guariniello. Quindi è chiaro che l’autore non può essere obiettivo e esprime la posizione del gip. Non sempre però la verità sta da parte del gip, come appunto anche in questo caso.

Carmine Vona. Il fatto risale ad ottobre del 2008. Carmine Vona fece una sola iniezione in una clinica dotata da una sala operatoria e sala rianimazione, autorizzata dallo stato di San Marino, il cui direttore sanitario è il primario all’ospedale pubblico di San Marino. Il presunto "l'uomo delle pulizie" intervenuto per aiutare il medico che faceva l’infusione è un infermiere specializzato dell’ospedale di Rimini che lavorava nella clinica.

Le staminali non hanno peggiorato la condizione del salute di Carmine Vona. La crisi epilettica che dice di aver avuto non ha nulla a che fare con le cellule staminali. Carmine Vona non ha pagato nulla e ci sono i testimoni che lo confermano.

Esiste la perizia legale che smentisce i presunti danni subiti da Carmine Vona, non guasterebbe che giornalisti (Zancan, Iacona e altri) prima di tirare in ballo la sua storia informassero meglio.
Riguardo alla sua storia vorrei riportare le parole di Marino Andolina.

“Desidero segnalare l’attendibilità di uno dei testimoni che appare nel Promo della trasmissione (SB: Presa Diretta). Questo signore ........  ha avuto un evento negativo legato  alla sua malattia e non alle cellule, ma è anche quello che mi ha denunciato, assieme a Vannoni per truffa. Mi permetto di rilevare che in quel periodo non conoscevo nemmeno Vannoni e mai avevo visto il tal signore.”

Aggiungo che il fatto di denunciare una persona sconosciuta parla da se, ci dimostra la credibilità della persona e della sua testimonianza. La testimonianza assolutamente non attendibile.

Una delle paziente interrogate ha mandato una lettera al procuratore Caselli e a Stamina, dove scrive che gli interrogatori sono stati una farsa. I Nas durante gli interrogatori ai pazienti hanno detto che l’iniezione consisteva in sola soluzione fisiologica.

Zancan nel suo articolo scrive che le denunce sono 62, però non poteva non sapere che non è vero. Le denunce sono contro la società di San Marino che utilizzava un laboratorio farmaceutico e sono di 4 pazienti su 70 trattati, quattro che dicono di non aver avuto dei benefici. Uno di questi 4 però ha richiesto la prescrizione per riprendere le cure a Brescia. Oltre 4 denunce sono anche 5 lettere di supplica per riprendere le cure, archiviate come denunce (una del pm piemontese). Con quale scopo Zancan scrive che le denunce sono 62? Forse per far aderire gli altri 66 pazienti che si sono rifiutati di denunciare Stamina in quanto hanno ottenuto dei benefici, benefici d evidenti e documentati.

Ma la fantasia di alcuni giornalisti non ha limiti. Sulla stessa La Stampa Massimiliano Peggio scrive che ci sono 62 morti, confondendoli con le persone interrogate. Sembra che La Stampa vuole ottenere il primo posto nella categoria di giornali-spazzatura.

Aggiornamento dopo la puntata di Matrix del 19.01.2014
Colpo di scena. Vona ha ammesso che non ha pagato nulla e che la crisi epilettica non sa se dipendeva dalle staminali
Tutte le altre interviste di Vona però affermavano il contrario.  Anche Riccardo Iacona  nella puntata di Presa Diretta, parlando di Vona che va a Carmagnola dice queste esatte parole “e paga lui!” …….  
Quanto alla crisi epilettica, non c’è assolutamente nessun collegamento col le infusioni delle staminali. Anzi, nei casi di malati trattati le crisi epilettiche drasticamente diminuiscono dopo le infusioni. Molti bambini dopo la seconda infusione non hanno più le crisi epilettiche. Nel suo caso potevano essere dovute anche allo stress, al viaggio, soprattutto se dopo l’ictus.
Vannoni nella puntata ha spiegato che nel caso di Vona i miglioramenti non c’erano perché lui ha interrotto la terapia dopo la prima infusione, invece di fare cinque.
A quanto pare il quadro accusatorio da parte di Vona è praticamente crollato.
Una truffa viene definita tale se qualcuno intasca denaro illecitamente senza rendere nulla in cambio. Vona  ha dichiarato a Matrix di non aver pagato nulla e di non sapere se il suo malessere potesse essere dipeso dall'infusione, non ha neanche un certificato medico che comprovi tale ipotesi.


Claudio Font.  Morto di polmonite ab ingestis a gennaio del 2009 dopo un anno dalla seconda e ultima infusione. Il suo cognato avvocato ha fatto la denuncia a Stamina (che non c'entrava nulla) e all'ospedale di ciriè dove era stato ricoverato (e che non gli aveva dato gli antibiotici). Il procedimento era archiviato dopo i risultati di autopsia (anche cerebrale), in quanto non si è riscontrata alcuna causa riconducibile alle staminali

Umberto Mattavelli. Luca Pani in diretta tv ha accusato Vannoni di morte di Umberto Mattavelli, però penso che il Direttore Generale dell'AIFA dovrebbe essere più serio, misurare bene le parole e non affermare le cose non provate e assurde.

Umberto Mattavelli era morto nel 2012 di polmonite, e la sua morte non ha niente a che fare con le infusioni. Se non viene dimostrata correlazione morte-infusioni le accuse di morte sono assolutamente infondate, spero che questo capisce chiunque. Per fortuna che nessuno tra pazienti era morto in incidente stradale, altrimenti, con la stessa logica si poteva affermare che era sotto gli effetti di staminali e non era in grado di guidare la macchina. Insomma, basta essere in mala fede e si può dire tutto e di più.

L’intervista di moglie di Mattavelli riporta molte grave accuse contro Stamina, ma assolutamente senza alcuna prova.

La cosa strana è che nei verbali dell’interrogatorio e nell’intervista la questione dei pagamenti risulta completamente diversa. Nell’intervista la moglie di Mattavelli dice di aver pagato alla segretaria di Vannoni in nero e si tratta di somma di 50.000 euro in totale. Nei verbali dell’interrogatorio Umberto Mattavelli dichiara di aver pagato 20.000 euro e dichiara di avere le fatture. Non penso che se avessi pagato veramente 50.00 euro avrebbe avuto la paura a dichiaralo ai carabinieri! Secondo me fa fede quanto da lui dichiarato, che non corrisponde assolutamente con quanto detto dalla moglie.
Quindi da dove spuntano 30.000 euro? Mi sembra sinceramente strano pensare che qualcuno possa dare una simile cifra in nero senza alcuna ricevuta, ma almeno quella che sono dati in beneficenza, donazione, ma almeno qualcosa, almeno contro qualche straccio di carta! Si può forse dare 10-20 euro senza ricevuta, ma scusate non una cifra più grande! E se moglie comunque insiste a dire di averli pagati, allora possiamo fare le ipotesi che lei adesso cerca solo di sfruttare la situazione per riavere i soldi con profitto.
La risposta di Davide Vannoni riguardo alla vicenda di Mattavelli:
Il sig. Umberto Mattavelli, entrato in cura a Brescia ed arrivato in condizioni terminali (nei primi mesi del 2012) è mancato 15 giorni dopo la prima infusione a causa di una POLMONITE. Nulla a che fare con le cellule staminali (che iniziano a dare risultati dopo circa 1 mese dall'infusione). Il sig Umberto era già stato in cura nel 2008 a causa di una grave forma di Atrofia Multisitemica. Questa la testimonianza di sua moglie pubblicata nel 2010 nel sito comitato-staminali.it.

http://www.comitato-staminali.it/2010/06/proseguire-la-terapia-con-le-staminali.html

Purtroppo la terapia fu interrotta dal blocco fatto a Trieste dai Nas di Torino inviati dal dott. Guariniello e la malattia dopo un po di mesi ha ripreso a progredire (vi ricordo che è una delle malattie neurodegenerative piú aggressive). Abbiamo seguito l'agonia di Umberto passo dopo passo, sentendoci con sua moglie e con lui direttamente per tutto il tempo che è intercorso tra la sospensione forzata della terapia e la ripresa di quell'unica iniezione che ha potuto fare a Brescia, ma che è arrivata troppo tardi. 

Chi ha ucciso, quindi, Umberto? 
Lascio a voi la risposta e al dott. Luca Pani e ai giornalisti che ne riprendono in modo acritico le affermazioni dico che è vergognoso strumentalizzare la morte di una persona cercando di usarla per gettare discredito su Stamina. Nessuno, dall'ultimo degli inquirenti (che peraltro già mesi fa hanno raccolto i certificati di morte di Umberto e le relative cause), ai giornalisti complici, al direttore generle del più potente ente italiano, possono permettersi di usare la morte delle persone per far passare concetti falsi e screditanti, sapendo di mentire. VERGONATEVI



Cari lettori, I PROCESSI SI FANNO IN TRIBUNALE! Là che si portano le prove, i documenti e le testimonianze, là durante il dibattimento esce fuori la verità, NON sui giornali! Ma a quanto pare al giornalista Niccolò Zancan questo concetto è completamente sconosciuto, oltre molti altri come: la presunzione d’innocenza, obiettività, il segreto istruttorio  …. etc.

Cerchiamo di non dimenticare i casi più clamorosi di cronaca recente! Se avessero dato la condanna di Amanda Knox all’opinione pubblica e ai giornali, lei sarebbe stata già linciata. Non dimentichiamo che ha passato 4 anni in carcere da innocente. E gli esempi come questo sono moltissimi. Ma capisco che i tempi sono duri, e anche i giornalisti vogliono mangiare…. E tra verità e fame prevale la fame.